Lavoro, Delrio: non togliamo tutele, ma diamo certezze alle imprese

"La mediazione è sempre un esercizio utile quando non compromette il risultato. Noi abbiamo la necessità di partire con la riforma del mercato del lavoro all’inizio dell’anno. Quindi bisogna correre moltissimo. Qualsiasi elaborazione che avvenga nel legittimo dialogo fra parlamento e governo deve avvenire in tempi ristrettissimi". Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio, in una intervista al Manifesto, nella quale precisa inoltre che "pensiamo anche di approvare di corsa i primi decreti, per esempio quelli che accompagnano la facilitazione del contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti".

Delrio indica quindi su cosa il governo è disponibile a mediare: "In queste ore c’è un dibattito in commissione, l’eventuale spazio di mediazione, se ci sarà, sarà oggetto di quella discussione. Per noi il quadro della legge è già molto soddisfacente. Che sia stata anticipata la legge di stabilità e la via preferenziale per il contratto a tempo indeterminato è una novità che si attendeva da tempo. Lo sgravio dell’Irap parla da solo del fatto che investiamo sul superamento della precarietà anarchica che ha dominato il mercato del lavoro fin qui. E’ una scelta forte superare la precarietà, e vogliamo partire con le carte in regola perché queste scelte forti siano da subito realtà. Ma lo spazio di dibattito è affidato al loro lavoro".

"So che questo passaggio sull’art. 18 preoccupa molto. Questa riforma, vista complessivamente, aumenta le tutele e i diritti. Il reintegro resta per i licenziamenti per discriminazione e per quelli disciplinari illegittimi, tipizzato in maniera forte. E l’indennizzo monetario è molto superiore a quello di altri paesi considerati protettivi, per esempio la Francia". Delrio sottolinea che "con la legge Fomero il reintegro era già limitato a pochi casi. Oggi non togliamo tutele ma diamo certezze alle imprese sui costi che dovranno sopportare. Ma in ogni caso, ripeto, questa misura va vista insieme alla regolarizzazione di un sistema di protezione sociale, con l’unione di Aspi e mini Aspi aprendo ai collaboratori: un sussidio maggiore e di durata più lunga. L’equilibrio del jobs act è quello di una vera riforma socialdemocratica, molto più vicina a un sistema del nord Europa che al sistema americano. Non dimentichiamo che nella riforma c’è anche il compenso minimo".

"Parlo da uomo di sinistra che non si vergogna di definirsi-tale. Se le misure che favoriscono il contratto a tempo indeterminato, il compenso minimo, l’assegno universale di disoccupazione, se l’agenzia unica del lavoro sono cose su cui bisogna immolarsi allora non ho capito niente delle lotte che il sindacato e la sinistra ha fatto in questi anni". E assicura: "Gli imprenditori non avranno la scusa per licenziare più facilmente. Ma avranno più certezze di non passare mesi da un giudice all’altro. Perché dal giudice non si andrà più. Ci andrà l’imprenditore che sbaglia, che accusa ingiustamente un lavoratore di furto, o lo discrimina".

"In un momento di così grande difficoltà delle persone, delle famiglie, bisognerebbe trovare tutti le parole che cercano obiettivi comuni. Poi, possiamo avere opinioni diverse su cosa fare, ma il paese non ha bisogno di parole forti in questo momento. Ha bisogno di verità. E allora diciamoci la verità, semplificare il lavoro non è facile, ma non esasperiamo i! conflitto. Noi non stiamo cercando il conflitto sociale". Così il sottosegretario, interrogato sulla frase del premier Renzi sull’esistenza di un "disegno per spaccare il paese". E aggiunge: "Certo, sono parole forti. Ma l’accusa che stiamo cercando di dividere il paese e fomentare la rivolta non l’abbiamo fatta per primi noi. Il governo ha chiesto di discutere" e "il senato in commissione ha fatto un ottimo lavoro di dialogo nel merito. Nessuno esasperi i toni". E sulla 25esima fiducia posta dal governo precisa: "Dipende dal fatto che gli ¡ter sono lunghi e complicati. Non è un esercizio di autoritarismo". Inoltre all’allarme dei sindacati per la diminuzione dei fondi per i nuovi ammortizzatori Delrio replica: "Se vi sarà bisogno di più risorse quelle risorse andranno sicuramente trovate. Ad oggi prevediamo risparmi dal superamento dell’uso distorto della cassa in deroga che spesso si fa in molte regioni".

Sugli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine avvenuti nei giorni scorsi: “Noi non abbiamo mai ordinato, e mai lo faremmo, di alzare i manganelli contro i lavoratori. Il governo farà chiarezza sulle responsabilità. Ma il ministro Alfano non merita la sfiducia: non ha dato nessun ordine politico di esasperare la piazza", "garantiamo la massima trasparenza. Quelle manganellate hanno fatto a male a noi e al Paese, non solo a chi ha preso le botte".