L’ultima tessera del PCI rappresenta l’Europa contro la Russia – di Mario Galardi

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Dopo aver scritto per anni dei meriti e, in minor misura, degli errori di Silvio Berlusconi, ci sia consentito manifestare che, a nostro parere, uno degli errori politici del leader di Forza Italia è il suo insistere nel voler far tornare Casini in un’alleanza di centrodestra. La recente dichiarazione di Casini, che sarebbe disponibile a rientrare nel centrodestra a condizione dell’esclusione del suo fondatore, dovrebbe finalmente convincere Berlusconi che con gente come Casini, o d’altra parte Alfano, Cicchitto e Quagliariello, il centrodestra, come già accaduto nei decenni trascorsi, sarebbe inesorabilmente minato al suo interno e quindi destinato nuovamente alla disgregazione.

Chi scrive è stato un berlusconiano della prima ora, ma ha dovuto assistere, in Forza Italia e poi nel Pdl, a una sfilata di opportunisti senza coerenza, pronti a cambiare casacca e dediti solo alla propria personale sopravvivenza politica. Dal momento che, anche a volerlo, un Renzi nel centrodestra non lo si trova, il leader dell’alleanza non può che essere Berlusconi. Fossimo in lui, invece di cercare di riconquistare il bellimbusto Casini o i transfughi del NCD, ci preoccuperemmo di ricostituire un’alleanza con la Lega di Salvini e con i Fratelli d’Italia della Meloni, e proveremmo anche a recuperare una parte dei grillini. Il loro capo (anche se sembra momentaneamente rinsavito, essendosi accorto del pericolo costituito dall’invasione degli extracomunitari) non è certamente redimibile, ma potrebbero esserlo molti di coloro che hanno votato M5S in segno di protesta. E soprattutto
occorrerebbe dedicarsi a riconquistare i milioni di elettori che si sono astenuti.

La situazione italiana è veramente grave. Tutti gli indici economici sono in continuo peggioramento, e per colpa della deleteria e scientemente voluta eliminazione del reato di immigrazione clandestina e dell’operazione Mare Nostrum, siamo costretti ad assistere indignati e impotenti all’invasione quotidiana di migliaia di extracomunitari, in grande maggioranza musulmani. Tutti i paesi del mondo, e in primo luogo quelli islamici, hanno le loro frontiere e le fanno rispettare. Noi invece, in nome di un assurdo e autolesivo buonismo, non solo non respingiamo più nessuno, ma li andiamo addirittura a prendere in alto mare, ce li portiamo a casa e a nostro carico, fino a quando (non potendo fare altro, dato che posti di lavoro non ce ne sono) non se ne vanno in giro a incrementare le attività e i commerci illegali, che danneggiano grandemente le aziende italiane e non contribuiscono all’erario. E di fronte a tutto questo i nostri amici, o forse sarebbe meglio dire concorrenti europei, stanno a guardare e ci dicono grazie.

A questo dovrebbe pensare Berlusconi, altro che a Casini e ad Alfano, gestore dell’operazione che sarebbe più corretto definire Mare Eorum, mare loro. E se andremo avanti così, finiranno per diventare loro anche le nostre città e la nostra terra.

Se poi guardiamo alla politica estera, le cose non vanno meglio. L’Italia conta meno del due di briscola, come è dimostrato fra le altre cose dall’incapacità di riportare a casa i nostri due marò. Ed è gravissimo quello che sta accadendo in Ucraina. L’Europa sulla spinta degli Usa, che sono i soli ad averne interesse, si è stoltamente schierata con una delle parti in conflitto, e in questo modo sta aggravando la situazione, mentre avrebbe dovuto svolgere una funzione ben diversa e solo conciliatoria.

Si dice che la storia sia maestra di vita, ma forse è soltanto un falso luogo comune. Nello scontro in atto tra la UE e la Russia, sembra di scorgere qualche analogia con quanto accadeva prima della seconda guerra mondiale. Se la Francia e la Germania si fossero accordate sull’Alzazia-Lorena, sui Sudeti e su Danzica, si sarebbero evitati milioni di morti e drammatiche distruzioni. E forse Hitler sarebbe stato neutralizzato in modo molto meno devastante, e l’Europa sarebbe ancora la prima potenza del mondo. Non arriveremo alla terza guerra mondiale, ma oggi la UE non dovrebbe avere interesse, e nessuno ne ha l’Italia, ad applicare sanzioni e a scontrarsi con la Russia.

La Russia geopoliticamente fa parte dell’Europa ed è un paese cristiano. Dopo settant’anni di comunismo, ha in corso una trasformazione in senso liberale e quindi intrinsecamente pro-occidentale, e dovrebbe essere un nostro alleato nel difenderci dall’incombente e dilagante pericolo dell’espansionismo islamico, favorito dalle sciagurate
iniziative della Francia e degli USA nei paesi del Nordafrica e del Medioriente.

Il fatto che alla Mogherini sia stato affidato l’incarico di dirigere la politica estera dell’Unione Europea, non ci rassicura minimamente. Nonostante la giovane età, essendo nata nel 1973, la Mogherini fece in tempo, con peculiare tempismo e lungimiranza, ad iscriversi alla federazione giovanile del partito Comunista. Chissà, forse le potrebbe essere stata assegnata proprio l’ultima tessera del PCI, prima che ammainasse la sua bandiera nel 1991, lo stesso anno in cui scese dai pennoni del Cremlino quella dell’Unione Sovietica. Essere stati comunisti in Italia, si sa, è sempre stata considerata una decisione “politicamente corretta”. Dopo di che, il curriculum della Mogherini si basa principalmente su incarichi nelle segreterie di Fassino e di Veltroni. Sembra veramente poco, per poter rappresentare con autorità l’Europa di fronte al mondo. A meno che non sia stata accettata proprio per dare l’incarico a un rappresentante italiano ritenuto debole, e quindi più congeniale ad altri interessi.