Italiani all’estero, il Comites? Un cimitero di elefanti rossi e bianchi – Carmela Cottone

È veramente incredibile che con tutti i tagli da fare alla spesa pubblica si sia deciso di spendere 9 milioni di euro per  organizzare queste inutili elezioni dei Comites, un organismo istituito 30 anni fa. Allora era nato con nobili intenti per farsi portavoce delle esigenze degli italiani residenti all’estero, collaborando con i consolati e le ambasciate nel mondo. Con il tempo, però, si è ridotto solo ad essere un circolo di sinistra e di vecchi democristiani che rappresenta se stesso e i propri iscritti.

È inconcepibile e fuori da ogni logica andare a votare pur di accontentare ex comunisti e cattocomunisti confluiti tutti nell’attuale Pd e i loro patronati di riferimento. Alla comunità italiana non interessa minimamente avere una rappresentanza del genere che da 30 anni è costituita dalle stesse persone, molte ormai in pensione, che con tutte le forze lottano ancora, affinché nessuno tolga loro queste “prestigiose” cariche da esporre sia nei bigliettini da visita, sia durante le feste delle varie associazioni ancora esistenti nell’emigrazione. E dulcis in fundo, nelle ricorrenze delle festività della nostra Repubblica, quando insieme al corpo diplomatico danno sfoggio della loro cultura da intellettuali fine a se stessa.

Inoltre, a tutti questi personaggi “illustri” sono state concesse anche le più svariate onorificenze: Cavaliere, Ufficiale, Commendatore e Grande Ufficiale. E per quali benemerenze? Nessuna, è stato sufficiente essere stati eletti nel Comites e poi su segnalazione di consoli mediocri e accondiscendenti hanno ottenuto l’onorificenza. Siamo caduti veramente in basso!!!

E’ mai possibile che tutti questi Cavalieri non hanno nessun altro interesse nella loro vita, se non quello di arrecare un grave danno di immagine alla nostra comunità italiana? Purtroppo, finché rimarranno in circolazione elementi del genere, le nuove generazioni non avranno nessuna voglia di dare il loro eventuale contributo a migliorare alcune problematiche di interesse  degli italiani che vivono oltreconfine.

Quindi gli attuali rappresentanti del Comites sono essenzialmente un freno per le nuove idee, perché sono ancorati a un contesto sociale e culturale di 40-50 anni fa, quando hanno lasciato l’Italia, con un’ideologia che odora di vecchio comunismo. Nonostante siano andati all’estero, hanno vissuto nel loro “ghetto rosso sbiadito”, chiudendo gli occhi di fronte al mondo che stava cambiando, non capendo o fingendo di capire quei lavoratori e operai che pretendevano di rappresentare. Come i loro ex compagni che sono rimasti in Italia, non si sono evoluti e aggiornati, hanno continuato a regalarci parole fumose e con poco arrosto, stretti a un’ideologia sempre più vecchia, sempre più lontana dalla realtà, sempre più inutile per i nostri connazionali all’estero. Poveri emarginati! E ora vorreste di nuovo candidarvi per dare un senso alla vostra vita di pensionati? Andate al parco giochi… E non dimenticate paletta e secchiello! L’emigrazione italiana non ha bisogno di voi! Fate un passo indietro e godetevi i vostri nipotini.

Concludo sperando che alla fine non si voti e vengano soppressi questi organismi sterili come il Comites, il CGIE, a cui bisogna aggiungere i parlamentari della Circoscrizione estero. Se guardiamo i risultati raggiunti in questi anni, l’operato di questi signori non è servito a niente e a nessuno. Forse alla loro vanità, ma non ci giurerei. 

*email dalla Svizzera