Iraq, un’infinita striscia di sangue: oltre 50 uccisi

Quattordici autobomba esplose quasi all’unisono a Baghdad hanno oggi ucciso oltre 50 persone, per lo piu’ sciite, all’indomani di un attentato nella regione a maggioranza curda rivendicato dall’ala irachena di al Qaida, e di un altro sanguinoso attacco a sud della capitale con decine di uccisi. La presidenza irachena ha intanto reso noto che il premier Nuri al Maliki, vicino all’Iran, e’ stato invitato dalla Casa Bianca a incontrare a Washington la settimana prossima il presidente Barack Obama. Un gesto che secondo gli osservatori si inserisce nel contesto di apparente disgelo tra Stati Uniti e la Repubblica islamica. La maggior parte delle autobomba esplose oggi a Baghdad hanno colpito il quartiere di Sadr City, popolare sobborgo a maggioranza sciita. L’attacco piu’ sanguinoso si e’ verificato nei pressi di un raduno di lavoratori a cottimo che come ogni mattina attendevano l’arrivo dei minibus diretti ai cantieri: almeno sette persone sono morte nell’esplosione, tra cui due militari.

Altri attacchi hanno colpito mercati di frutta e verdura e luoghi affollati nelle prime ore del mattino. La tv al Jazira parla di 60 uccisi, mentre fonti mediche irachene hanno contato almeno 50 morti e 114 feriti. Fonti di stampa locali riferiscono di almeno 54 uccisi. Oltre alle esplosioni nella capitale, un ordigno ha ucciso tre civili e ne ha feriti altri tre in un mercato di Tel Afar, vicino a Mosul, nel nord del Paese. Sempre nel nord, ieri, ad Arbil, capitale della regione autonoma curda, un’autobomba aveva ucciso sei persone in un insolito attentato nella regione considerata tra le piu’ sicure di tutto l’Iraq. L’attacco era stato rivendicato dallo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), ala qaedista irachena che negli ultimi mesi ha esportato nella vicina Siria in guerra i suoi crimini. Sempre ieri, ma a sud di Baghdad, un attentatore suicida si era fatto esplodere, uccidendo 47 persone nei pressi di un raduno funebre di fronte una moschea sciita di Mussayab.

In tutto, dall’inizio dell’anno, sono oltre 6.000 gli uccisi dalle violenze. Queste hanno registrato una preoccupante recrudescenza anche a causa dell’inasprimento del conflitto siriano e della radicalizzazione tra il fronte politico vicino all’estremismo sunnita e quello rivale espressione invece del radicalismo sciita. Fonti del comando delle operazioni militari dell’esercito governativo hanno riferito che nella turbolenta regione occidentale di al Anbar, confinante con la Siria, sette presunti membri di al Qaida sono stati fermati dalle forze di sicurezza mentre tentavano di entrare illegalmente in Iraq. Le autorita’ hanno anche scovato un deposito di armi alla frontiera, nella provincia di Rummana. Ma l’informazione non puo’ essere verificata in maniera indipendente, vista la difficolta’ di giornalisti professionisti di recarsi in aree ristrette all’accesso dei media da parte dell’esercito di Baghdad.