Il Movimento Associativo Italiani all’Estero prende atto della decisione della Corte costituzionale che ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità sul cosiddetto decreto cittadinanza, confermandone quindi la validità sul piano giuridico.
“Si chiude una fase, se ne apre un’altra – dichiara Vincenzo Odoguardi, vicepresidente MAIE –. La Consulta ha stabilito che la legge è costituzionale, ma questo non significa che sia giusta o adeguata rispetto alle esigenze reali degli italiani all’estero”.
“Noi non ci siamo limitati a criticare il provvedimento: abbiamo già presentato una proposta alternativa, concreta e strutturata, proprio per superare le criticità della legge attuale e garantire un rapporto autentico tra l’Italia e le sue comunità nel mondo”.
Secondo il vicepresidente del Movimento, la pronuncia della Corte sposta ora inevitabilmente il baricentro del confronto sul piano politico: “Adesso non ci sono più alibi. Se la legge è formalmente legittima, ma politicamente sbagliata, l’unica strada è il Parlamento. Ed è lì che la proposta del MAIE assume un’importanza fondamentale”.
“Il rischio – sottolinea Odoguardi – è quello di penalizzare milioni di discendenti di italiani nel mondo, riducendo il valore storico, culturale e identitario della cittadinanza. Noi crediamo invece in una cittadinanza che sia sì seria, ma anche giusta, inclusiva e coerente con la storia dell’emigrazione italiana”.
“Per questo – conclude – continueremo la nostra battaglia istituzionale con determinazione: perché gli italiani all’estero non siano cittadini di serie B e perché il loro legame con l’Italia venga riconosciuto e valorizzato”.































