Rafforzare il legame tra territorio e comunità italiane all’estero attraverso cultura, tradizioni e collaborazione istituzionale. Con questo obiettivo, una delegazione della Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (SAIG) ha fatto tappa in Campania dal 27 aprile al 1° maggio, avviando una serie di incontri strategici in vista del “Festival della Campania a Ginevra”, in programma il 25 e 26 settembre 2026 presso la Salle des Fêtes de Carouge.
La missione ha rappresentato un momento chiave per consolidare i rapporti tra istituzioni italiane e realtà associative all’estero, con l’obiettivo di promuovere il patrimonio culturale ed enogastronomico campano in Ginevra, una delle città europee con una significativa presenza italiana.
Il primo incontro si è svolto presso la Regione Campania, dove la delegazione SAIG è stata ricevuta dall’assessore al Territorio e al Patrimonio, Vincenzo Cuomo. L’appuntamento, promosso dall’onorevole Toni Ricciardi, ha segnato un passaggio importante verso la realizzazione del festival. Durante il confronto, è emersa la disponibilità della Regione a sostenere concretamente il progetto.
A presentare l’iniziativa è stato il coordinatore SAIG, Carmelo Vaccaro, insieme ai presidenti Tommasina Isabella Valenzi e Vincenzo Bartolomeo, al rappresentante dell’Associazione Regionale Campana Marcello Marano e a Dario Natale. Tutti gli incontri istituzionali hanno contribuito a costruire basi solide per una collaborazione sinergica tra enti locali e comunità italiane in Svizzera.
Il “Festival della Campania a Ginevra” si propone come una vetrina internazionale per le eccellenze del territorio campano, con un programma che valorizzerà non solo la tradizione enogastronomica, ma anche musica e cultura. Tra i momenti più attesi, la performance della cover band Sona-mò, che renderà omaggio a Pino Daniele nella serata di venerdì 25 settembre.
Il bilancio della missione è stato definito estremamente positivo: oltre a rafforzare i rapporti istituzionali, ha aperto nuove prospettive di cooperazione e valorizzazione condivisa. Un percorso che dimostra come il dialogo tra territori italiani e comunità all’estero possa generare opportunità concrete, promuovendo l’identità culturale italiana nel mondo.
Ancora una volta, l’emigrazione italiana si conferma non solo memoria, ma risorsa viva e dinamica, capace di costruire ponti tra Paesi e valorizzare le eccellenze locali su scala internazionale.































