Imu italiani all’estero, questione ancora irrisolta – di Nello Passaro

Nello Passaro, connazionale residente in Germania, commenta in una nota le recenti dichiarazioni di Laura Garavini riguardo alla legge di Stabilità, con particolare riferimento a ciò che interessa più da vicino gli italiani nel mondo.

""Continuano ad essere i comuni a decidere se e come i cittadini italiani residenti all’estero dovranno pagare IMU e TASI sulla casa posseduta in Italia. Nella Legge di stabilità infatti, non è stato possibile, per mancanza di risorse, introdurre l’equiparazione a prima casa. Siamo però riusciti ad introdurre due misure a favore degli italiani all’estero".

Commento: Impossibilità di introdurre l’equiparazione a prima casa per mancanza di risorse? Falso problema! Le risorse sarebbero comunque assicurate: basterebbe solo ripartire i tributi in misura equa tra tutti i residenti, tra quelli in Italia e quelli all’estero! Misure a nostro favore? Sarebbe più giusto parlare di sfruttamento, di discriminazione, di speculazioni nei confronti degli italiani nel mondo.

"A spiegare quali è Laura Garavini, deputata Pd eletta in Europa e componente dell’Ufficio di Presidenza del gruppo PD alla Camera. "Innanzitutto – elenca Garavini – rimane la possibilità da parte dei comuni di esentare le abitazioni dei nostri connazionali emigrati dal pagamento dell’IMU e si aggiunge la possibilità per i comuni di introdurre delle agevolazioni sulla TARI (la tassa sui rifiuti urbani, che va a sostituire la Tares/tarsu). Inoltre siamo riusciti a fare sì che anche gli italiani all ‘estero nel 2014 potranno beneficiare di detrazioni, sia sull’IMU che sulla TASI (la nuova tassa sui servizi comunali)".

Commento: Detrazioni ed agevolazioni? Perché? Superando una logica di tipo assistenzialistico ma applicando criteri di civiltà e rifiutando logiche perverse, sarebbe stato giusto ed onesto stabilire, come avviene in tutti gli altri Paesi civili(che trova il suo riscontro anche in Italia per i nostri connazionali ma non per gli italiani all’estero) di far pagare, i doverosi oneri tributari, con una ripartizione giusta, in base all’effettivo utilizzo dei servizi medesimi.

Se vado al bar e consumo un solo caffé, il barista onesto mi farà pagare solo per il caffé consumato. Ecco, gli italiani nel mondo vogliono che si applichi questo principio! Niente di più o di meno! Si può anche procedere ad una quantificazione forfettaria e stabilire in dodicesimi (i mesi dell’anno) o in base ad altri parametri giusti le nostre quote-parti.

Niente agevolazioni, se non ovviamente per coloro in gravi e motivate condizioni di disagio economico e finanziario. Ma è tanto difficile procedere in tal senso? O si vuole speculare?

La parlamentare, quindi, spiega che "in materia di Tasi si profila un onere fiscale consistente per tutti i contribuenti, residenti in Italia e non. Il problema quindi riguarda tutti i proprietari di casa, indipendentemente dal luogo di residenza. Proprio la mancanza di risorse e le difficoltà dei comuni italiani nel reperire fondi in grado di garantire il funzionamento dei municipi e i servizi essenziali, hanno ostacolato i nostri assidui tentativi di ottenere il massimo per i nostri connazionali e cioè l’equiparazione dell’immobile ad abitazione principale. Ecco perché il risultato ottenuto, per quanto insufficiente, va valutato positivamente, alla luce del contesto generale di grande difficoltà".

Commento: Guarda caso, si sottolinea in questa circostanza che la pillola ha lo stesso dosaggio e sortirà lo stesso effetto tra i connazionali all’estero ed i connazionali in Italia; ecco dove trova riscontro il presunto principio di equità!

I Comuni farebbero bene ad individuare altri tipi di soluzioni per reperire i fondi per far funzionare i loro Municipi, mettendo in atto una politica gestionale più attenta ed equa.

Essi, individuando negli italiani all’estero le mucche da mungere (non avendo nessuna arma per contrastarli) sortiranno effetti controproducenti (per provocata reazione da parte degli italiani all’estero se si continua con questo tipo di atteggiamento) per gli interessi dei territori, sia nell’immediato che in prospettiva.

Il "massimo" raggiunto? Non certamente per coloro che sulla loro pelle vivono le conseguenze di misure ingiuste.

Il risultato conseguito (sia permesso anche ai diretti interessati di fare delle valutazioni) è più che negativo visto e considerato il protrarsi di una situazione di sfruttamento e di discriminazione.

In questo contesto generale di difficoltà è appena il caso di sottolineare i grandi disagi della gente, degli elettori, di coloro che, con il passare del tempo, si accorgono di avere forse riposto nelle persone sbagliate la loro fiducia.

Nei vari contesti "storici" di grande difficoltà, e non solo, del nostro Paese l’emigrazione ha sempre contribuito e continua a farlo ancora oggi, ma pare che quasi nessuno se ne sia voluto o voglia accorgere. Non si possono accettare provocazioni con analisi fuorvianti e mistificanti!

"Nei prossimi mesi – annuncia la deputata – sarà necessario un impegno costante da parte di tutti i soggetti interessati, soprattutto di noi parlamentari eletti all’estero, ma anche da parte di associazioni di rappresentanza, sindacati, Comites e CGIE, volto a sensibilizzare l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) affinché i comuni italiani concedano esenzioni e detrazioni a favore dei cittadini italiani residenti all’estero. È positivo che il Governo, in aggiunta ai 500 milioni appena stanziati in Legge di stabilità, abbia reso noto che metterà a disposizione ulteriori risorse per fare fronte alle detrazioni degli aventi diritto. Sarà nostra premura batterci affinché gli italiani residenti all’estero possano concorrere anche a questa seconda tranche di risorse, stanziate per il finanziamento di detrazioni, almeno fino a quando non potrà essere sancita la piena equiparazione dell’unico immobile di proprietà, posseduto in Italia, a prima casa".

Commento: perché non si è fatto prima? Perché non coinvolgere, con una loro presa di posizione netta e precisa, superando l’esistente ambiguità, anche i partiti nazionali? Forse perché i nostri rappresentanti eletti all’estero non hanno peso politico nel loro seno? Oppure sarà perché non trovano interesse e condivisione le nostre problematiche?

Coinvolgimento unitario dei parlamentari all’estero? Sarò stato e sarà difficile perché forse ognuno di loro avrà i suoi interessi da difendere, che possono anche non coincidere con gli interessi degli italiani nel mondo!

Il Governo metterà a disposizione 500 milioni per le detrazioni ed ulteriori risorse per gli aventi diritto.

"In sintesi – conclude Garavini – quanto ottenuto in Legge di stabilità per i connazionali nel mondo è ancora lontano dagli obiettivi e ciò nonostante rappresenta un importante segnale di discontinuità rispetto ai micidiali tagli degli anni scorsi".

Le soluzioni condivise o proposte non riscontrano né approvazione né un pur minimo grado di gradimento. Si ha, poggiata su tali risultanze ed analisi, la sensazione che l’azione parlamentare dei rappresentanti eletti all’estero non sia solo lontana dal raggiungimento degli obiettivi ma ne potrebbe costituire addirittura l’ostacolo!

Segnale di discontinuità? Lo nota solo lei, francamente! Per quanto riguarda l’IMU non si può parlare di tagli o di mancanza di risorse, si continua solo ad applicare un ingiusto criterio di ripartizione tra cittadini classificati, discrezionalmente, di serie A o di serie B".