Bufera su Mario Borghezio: le sue frasi sulla ministra dell’integrazione Cecile Kyenge danno scandalo in Europa. ‘Martin Schulz condanna con forza le parole di Borghezio’, ha detto Armin Machmer, portavoce del presidente del Parlamento Ue, che poi chiarisce: ‘Sono arrivate molte lamentele da molti eurodeputati di diversi gruppi politici’.
Non e’ la prima volta che il vulcanico deputato del Carroccio solleva polemiche in Europa. Due anni fa fu addirittura sospeso per tre mesi dalla stessa Lega Nord per un giudizio positivo sui valori difesi da Anders Breivik, il killer autore della strage di Utoya, e per quello fu ad un passo dall’espulsione dal gruppo Efd, Europa della liberta’ e democrazia.
Questa volta a lanciare la reprimenda e’ stato Hannes Swoboda, presidente del gruppo S&D dei Socialisti e Democratici, che il 10 maggio ha incontrato Kyenge a Roma e che, oggi, ha portato la questione alla Conferenza dei capigruppo. ‘Quelle di Borghezio sono parole inaccettabili che esprimono razzismo e danno una pessima immagine del Parlamento Ue’, spiega al telefono Swoboda. Sulla stessa lunghezza d’onda Guy Verhofstadt, capogruppo dei liberali: ‘E’ deplorevole che un membro del Parlamento si faccia beffe dei nostri valori’.
Nella riunione di oggi solo una voce si e’ alzata a difesa di Borghezio, quella di Francesco Speroni, compagno di partito e copresidente del Efd. ‘Non hanno ascoltato bene la registrazione, Borghezio – spiega Speroni – ha condannato la ministra non perche’ africana, ma perche’, secondo lui, incompetente in materia e per alcune sue richieste, tipo lo ius soli, la chiusura dei centri, la difesa degli immigrati, che non condivide. Non c’e’ un connotato razzista’. Lo stesso Borghezio in una nota sposa questa linea difensiva: ‘Come tutti possono ben accertare dalla registrazione accanto a battute scherzose che non ho difficolta’ a riconoscere poco opportune, non ho pero’ riferito personalmente al ministro Kyenge alcun appellativo offensivo, sempre che non si voglia considerare tale il termine ‘casalinga”.
Parole che non sembrano convincere Schulz. Il Presidente del Parlamento ha dato mandato di analizzare con attenzione le frasi e, nel caso venissero confermate le accuse, convochera’ una nuova Conferenza dei presidenti. Non si esclude nemmeno, da parte di Schulz, una dichiarazione politica di condanna per Borghezio e di solidarieta’ per Kyenge. Ma nessuna sanzione. ‘Schulz – spiega il suo portavoce – ha chiarito che non ci sono gli strumenti legali per agire contro Borghezio’.
L’articolo 9 del regolamento permette infatti di sanzionare un eurodeputato solo per i suoi interventi in aula, non fuori, a meno che questi ultimi non acquisiscano rilevanza penale. In sostanza Borghezio potrebbe essere sospeso solo qualora venissero rilevati gli estremi per attivare la legge Mancino del 1993 sull’incitamento alla discriminazione razziale. Swoboda ha comunque invitato i capigruppo popolare, liberale, verde e della sinistra unitaria a ricevere con lui martedi’ prossimo a Strasburgo i promotori dell’iniziativa che chiede le dimissioni di Borghezio dall’Eurocamera, petizione lanciata da ‘Articolo 21’ che ha raccolto finora oltre 128 mila firme.
































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