Il Sud chiama Salvini! – di Andrea Lorusso

Nasce, non nasce? La Lega Sud è in ottima fase embrionale e di gestazione, assicurano dai piani alti del Carroccio. Non un’appendice, ma un movimento autonomo e fortemente collocato sui territori, con programmi coerenti ed una classe dirigente che rispecchi i suoi valori. Insomma, assicura Salvini, non una colonizzazione.

Euro, immigrazione, buon senso amministrativo, riforma fiscale e del lavoro, sono questi i cavalli di battaglia su cui il leader verde fa da megafono e cassa di risonanza all’unica vera opposizione al renzismo dilagante. Mentre Forza Italia resta imbrigliata nelle sirene del Pd, pronta a soccorrere in tutto e per tutto le esigenze del premier, il centrodestra trova pochi appigli per gettare l’ancora di una vera alternativa culturale.

Sparuti segnali, per la verità, ci sono un po’ ovunque, di malcontento politico e disappunto. Ma nulla che sia davvero organizzato e radicato. Per far crollare una egemonia culturale da 40%, ci vuole ben altro che una voce di dissenso. Urge una piattaforma organica, seria e costruttiva. L’alternativa è possibile?

Se lo sarà chiesto sicuramente Matteo (non quello che governa), mentre prepara la sua ascesa come leader di un soggetto nazionale (scisso in due). Che coscienziosamente, pare la soluzione più parca, morbida e meno traumatica per superare i confini della Padania.

Salvini è semplice, efficace, popolare. Parla alla pancia del Paese stanca degli ipocriti soprusi perbenisti di una classe dirigente chiusa a riccio sulle sue beghe e sulle sue ipocondrie da casta. Il Capitano (così lo chiamano i supporter), ha avuto l’ardire di sfidare l’establishment (anche quello berlusconiano) e di dettare l’agenda su cui a traino, seguono gli altri. Un Giovanni Toti che storce il naso su Mare Nostrum potrebbe essere un buon inizio dell’”effetto Salvini”. Il percorso è ancora lungo, e il Matteo di destra sogna ancora di fare il sindaco di Milano. Però anche l’altro Matteo, amava Firenze…

Twitter @andrewlorusso