IL SONDAGGIO | Consenso “decisamente elevato” per Conte, Forza Italia sempre più giù

Ma anche Luigi Di Maio vede crollare la sua popolarità, che scivola dal 58% di 5 mesi fa, all'attuale 43%. Si rallenta inoltre la corsa di Salvini

Non c’è alcun dubbio. I tre protagonisti de governo gialloverde sono Conte, Salvini e Di Maio. Anche se all’interno dello stesso esecutivo c’è chi vince, chi pareggia (quasi) e chi perde.

Il sondaggio di fine anno realizzato da Nando Pagnoncelli per il “Corriere della Sera” parla chiaro: è significativa la flessione del M5S, che paga il non essere più forza di opposizione. Inoltre, rallenta l’inarrestabile progressione post elettorale della Lega.

Il consenso è invece “decisamente elevato” per Giuseppe Conte, che ha un indice di gradimento 60, superiore a quello raccolto sia da Berlusconi che da Renzi. Conte è in calo rispetto al 68% registrato a luglio, ma perde meno dei suoi predecessori, nel raffronto con il dato riferito allo stesso periodo di tempo trascorso a palazzo Chigi.

Luigi Di Maio vede crollare la sua popolarità, che scivola dal 58% di 5 mesi fa, all’attuale 43%. Leggera flessione per Salvini che toccato il picco del 60% dei consensi, scende al 56 di oggi.

E le intenzioni di voto? Tendenze simili per Lega e M5S. Arrivata fino al 36,2% di un mese fa, oggi la Lega si attesta intorno al 33, risultato di tutto rispetto ma il ripiegamento non è di piccola entità. A parere di Pagnoncelli, il partito del Capitano sconta l’impatto di misure come il reddito di cittadinanza, blocco delle grandi opere, in prima battuta la Tav.

Nel Movimento 5 Stelle le difficoltà sono più marcate. Accreditato a dicembre del 27%, lontano 5 punti dal risultato delle elezioni politiche e in calo di un ulteriore 0,7% rispetto a novembre. Al Pd, invece, si è aperto il paracadute che ha frenato una discesa verticale che andava avanti da mesi e a dicembre, con il 18.1%, si avvicina al risultato delle elezioni del 4 marzo.

Quelle che continua a perdere consensi, inesorabilmente, è Forza Italia, una vera e propria emorragia quella del partito azzurro, il cui consenso prosciugato dalla Lega tocca l’8%. Se alle Europee non supererà il 10% il partito fondato da Silvio Berlusconi nel ’94 rischia davvero l’estinzione.