Governo, Fassina: resto per combattere rigore imposto da Ue

"Non era un problema personale. Il problema era la piena cittadinanza di una posizione politica, quella di chi crede con forza all’insostenibilità della linea economica dell’eurozona, di chi denuncia le contraddizioni di un’austerità cieca, di chi combatte la svalutazione del lavoro". In una intervista a Repubblica il viceministro all’Economia Stefano Fassina, spiega le ragioni che lo inducono a rimanere al governo e sostiene che occorre "preparare un’agenda ambiziosa per la presidenza italiana della Ue perché è necessaria una correzione di rotta. Perché la politica economica prevalente è insostenibile non per l’Italia ma per l’intera eurozona. Mette a rischio la moneta unica e la stessa democrazia come dimostra il boom dei partiti xenofobi e nazionalisti in tutto il Continente".

"Se si cavalca il malcontento in modo demagogico e con soluzioni fantasiose tipo il taglio del cuneo fiscale di 20 miliardi da finanziare con le pensioni d’oro dalle quali si può ricavare qualche centinaio di milioni, si danneggia non solo il governo, ma l’Italia" aggiunge Fassina che riguardo al malcontento sui fondi emersi dall’intervento sul cuneo fiscale espresso da Renzi sottolinea: "Non avevamo bisogno di Renzi per sapere che sono pochi. Ma vorrei ricordare a tutti, proprio a tutti, comprese le parti sociali, che i vincoli in cui opera un governo nazionale sono strettissimi e soluzioni facili non esistono. Noi presteremo la massima attenzione alle proposte che arriveranno. Ma basta, per favore, con la demagogia dei tagli facili alle spesa pubblica. La spesa pro capite italiana, al netto degli interessi, è già tra le più basse d’Europa. Tagliare cento euro di spesa e tagliare cento euro di tasse ha, nella situazione attuale, un effetto largamente recessivo. Sono valutazioni del Fondo monetario internazionale, non mie. Bisogna sapere che un vero choc per la ripresa non è nella disponibilità né del governo Letta né di qualsiasi altro governo nazionale. L’epicentro del conflitto è Bruxelles, non Roma". E conclude: "Occorre essere consapevoli e responsabili. Tutti dobbiamo esserlo. Siamo disponibili a migliorare la manovra Dopo di che il punto fondamentale riguarda la politica europea".