Giovedì il primo incontro tra Obama e Papa Francesco

Primo incontro, domani in Vaticano, tra il primo papa latinoamericano e il primo presidente degli Stati Uniti afroamericano della storia. Presidente che, ha spiegato ai media americani l’ambasciatore presso la Santa Sede Ken Hackett, nelle conversazioni private Oltretevere viene citato con piu’ simpatia di quella che gli riservano alcuni vescovi statunitensi.

L’incontro avviene dopo le ammonizioni di Wojtyla, alla fine degli anni Novanta, contro i rischi che derivano al mondo dal permanere di una unica superpotenza, e dopo le speranze per i poveri con cui Ratzinger nel 2009 accolse proprio Obama, regalandogli una copia della sua enciclica sociale "Caritas in veritate".

Dal canto suo papa Francesco, lo scorso settembre, ha schierato le religioni del mondo contro un intervento armato in Siria, per il quale Obama cercava alleati, e lo ha fermato. Per quanto possano pesare i temi interni americani, – con liberta’ religiosa, aborto e contraccezione obbligatoria in testa – e’ sulla grande diplomazia della lotta alla poverta’ e della pace, che Bergoglio e Obama cercheranno di sintonizzarsi. E’ questa che interessa al Papa, e che puo’ servire alla immagine di Obama, rafforzando il suo prestigio un po’ appannato.

Papa e presidente parleranno in privato, e il successo dell’incontro verra’ misurato sui minuti, sui sorrisi, sui gesti, sul clima, per capire se tra i due leader mondiali si sia o meno stabilita una chimica positiva. I contenuti saranno affidati alle note ufficiali, che riguardano anche i colloqui del presidente con lo staff della segreteria di Stato. Alcuni contenuti sono prevedibili: Siria e Medio oriente, anche alla luce del viaggio papale di maggio in Terra Santa e dello sforzo della diplomazia americana, – Kerry in testa, anche in queste ore, – per imprimere una svolta al processo di pace israelo-palestinese; Ucraina e pace in Europa; Africa, per la poverta’ e il dialogo interreligioso; immigrazione, che e’ tema centrale del pontificato di Bergoglio, acquisito in chiave latinoamericana dall’episcopato statunitense: i vescovi Usa compiranno il 30 marzo un viaggio al confine con il Messico, e annunciandolo hanno dichiarato che quel confine "e’ la nostra Lampedusa".

Anche la cittadinanza per gli immigrati, in gran parte latinoamericani, da tema interno acquista rilevanza internazionale nel colloquio con il Papa. Del resto molti di questi argomenti sono gia’ stati oggetto dei colloqui del segretario di Stato John Kerry, il 14 gennaio scorso, in Vaticano. E hanno accompagnato le celebrazioni per i 30 anni delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Santa Sede.

La presenza in Vaticano in questi giorni della delegazione cattolica da Filadelfia per preparare l’incontro mondiale delle famiglie in agenda per settembre 2015, ha fatto emergere l’ipotesi della partecipazione del Papa a quell’evento. Troppo presto per deciderla oggi, ma Obama potrebbe fare un invito ufficiale a papa Francesco a visitare gli States proprio in quella occasione.