Gianluigi Paragone (M5S): “Non possiamo difendere i nostri valori col Pd”

“La sinistra non sta più dalla parte del popolo da decenni. Noi dovevamo essere la rete sociale e socialista che non puoi fare con il PD”

Il Senatore del Movimento 5 Stelle Gianluigi Paragone, che ha già annunciato che non voterà la fiducia a un eventuale governo giallorosso, è intervenuto su Radio Cusano Campus. Con lui si è fatto il punto sulla crisi di Governo.

Salvini ha paragonato un Conte bis al Governo Monti. Ci sono somiglianze? “Sicuramente Monti e Conte hanno due storie diverse. Conte è coperto dal Movimento 5 Stelle mentre Monti era coperto da un sistema che era fuori dalle Istituzioni. Non a caso Scelta Civica si dissolse in poco tempo”.

È in pericolo il futuro del Movimento 5 Stelle? “Prioritario per me è la difesa di quella parte sociale che ci ha votato. Io penso ai tanti lavoratori che si trovano in precarietà assoluta. Penso ai piccoli imprenditori strozzati dal credito che non arrivano o ai piccoli risparmiatori che entrano nel meccanismo bancario. Sono valori che non possiamo difendere col Pd. Questa sinistra è una destra neo liberista. Rampini ad esempio fotografa una sinistra amica di Davos, dell’alta finanza, dalla parte di Marchionne e non degli operai, che vede l’Europa come un nuovo Dio. La sinistra non sta più dalla parte del popolo da decenni. Noi dovevamo essere la rete sociale e socialista che non puoi fare con il PD”.

Dietro questa crisi c’è anche la mano di Giorgetti uno che, secondo Paragone, remava spesso verso l’establishment. “No perché altrimenti l’operazione sarebbe andata a buon fine. Il sistema ha garantito per la tenuta di un altro blocco. Non mi voglio fidare del toto nomine ma sento già parlare di competenti nelle caselle giuste. Con i competenti negli ultimi anni sono raddoppiati i poveri”.

Trump ha espresso la sua stima per Conte dicendo che lo vorrebbe ancora premier: “È imbarazzante che il presidente degli Stati Uniti D’America, prima ancora di sapere chi sia la figura incaricata di formare il nuovo Governo, dia il proprio endorsment. Intanto sento parlare di scorrettezza rispetto al voto su Rousseau, mentre il presidente Trump ha già espresso il proprio parere nei confronti di una figura che non è stata neanche indicata per il mandato esplorativo”.