Festa dell’Unità, tutto il Pd sul palco. Dialogo con Sel e Fi

"C’è chi dice sì". Una citazione ‘al contrario’ di Vasco Rossi, da’ il senso della Festa dell’Unita’. Nella Milano dell’Expo, nei giardini dedicati a Indro Montanelli nel cuore della citta’. Dal 25 agosto al 6 settembre. Con un’inedita formula gastronomica: ‘street food’ regionale, dalla piadina alla focaccia di Recco. E un unico leit motiv: le riforme.

Sul palco di Milano si faranno le prove generali del confronto che attende il Senato a settembre. Con tanta minoranza Pd, ma anche un pezzo di opposizione: Forza Italia e Sel. Ci saranno Massimo D’Alema e Pier Luigi Bersani, ci sara’ tanto governo, da Angelino Alfano a Maria Elena Boschi. Ma non ci saranno gli ‘ex’, da Pippo Civati a Stefano Fassina. E neanche Denis Verdini, il cui nuovo gruppo e’ bersaglio delle critiche della sinistra Dem, perche’, spiega Debora Serracchiani, "se dovessimo invitare tutti sarebbe complicato".

La Festa dell’Unita’ ai tempi delle riforme, come luogo dove si "favorisce il confronto" e si raccoglie "un contributo ampio di tutta la politica italiana". Cosi’ la descrivono i vicesegretari Serracchiani e Lorenzo Guerini, in conferenza stampa al Nazareno. Ma la Festa dell’Unita’, ai tempi del confronto al ‘napalm’ nel Pd, e’ anche il luogo dove tutte le anime del partito trovano voce. Archiviata la polemica sul mancato invito di Bersani alla recente Festa di Bologna, quella di Milano sara’ "la festa di tutto il Pd", assicurano Guerini e Serracchiani, "senza distinzioni maggioranza-minoranza, perche’ il Pd e’ uno solo".

In attesa della chiusura di Matteo Renzi, il 6 settembre, si alterneranno dunque dibattiti e presentazioni di libri e assaggi delle "eccellenze culinarie del Paese". Ma anche, annuncia Francesco Bonifazi, tre concerti: il 25 Giuliano Palma, il 31 Irene Grandi il 4 settembre Don-Jo e Club Dogo. Tra gli stand, spiega il tesoriere Dem, si comporranno anche le pagine de l’Unita’, giornale da poco tornato in edicola: "Un momento importante che qualifica l’attenzione che il Pd e questa classe dirigente hanno avuto nei confronti della sinistra italiana".

I costi, annuncia il tesoriere, saranno 500 mila euro, "quasi interamente sostenuti dal Pd nazionale, mentre al Pd milanese andra’ lo sfruttamento delle attivita’ di ristoranti e bar". Ma il Pd milanese nei giardini Montanelli si preparera’ anche alle primarie per la scelta del candidato sindaco, provando a parlare "meno di nomi, piu’ di programmi".