Femminicidio, la mattanza continua – di Simona Aiuti

Una legge, un decreto, l’esercito e chissà che altro, ma niente per ora sembra fermare la furia cieca della follia omicida del “maschio italico”. Continua la strage di donne, il femminicidio si allarga come una macchia di sangue arterioso sul nostro Paese e non saranno le vesti strappate delle madri disperate a cui vengono uccise le figlie ad asciugarlo, ma si mescolerà alle lacrime.

Donne, mamme, figlie con bende sul collo a coprire le coltellate inferte al corpo di una ragazza che ora è in una bara. Le persecuzioni continuano, perché la cultura maschilista non viene fermata da nessuno, anzi è alimentata da tante donne che allevano i figli maschi come dei fallocrati pericolosi e prepotenti, così folli da punire le donne fino all’estrema follia:  “se non sarai mia, non sarai di nessuno”, oppure “ti punirò per sempre uccidendo i nostri figli”, e in parole povere non accettano un “no” come risposta.

La mattanza continua senza tregua, con la popolazione femminile ridotta a carne da macello, spaventata e incapace di difendersi dal nemico che attacca a testa bassa e sa di essere più forte perché stiamo parlando del marito, del fidanzato, o compagno, che quindi spesso vive dentro la casa della vittima e fa leva su lacrime e sentimenti chiedendo perdono anche in ginocchio, ma nascondendo un’arma dietro la schiena.

Otre il 50% delle donne italiane che vengono uccise muore per mano di chi le doveva amareSi tratta di una percentuale addirittura superiore a quella indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità e per i femminicidi nel resto del mondo siamo oltre il 38%.

Sì, perché nel nostro Paese qualche legge per difendere le donne avrebbe potuto vedere la luce già da molto tempo, e magari qualche donna avrebbe potuto salvarsi e qualche bambino non sarebbe rimasto orfano. E’ poco consolante cercare di chiudere il recinto quando i buoi sono già scappati, ma non è tutto. Come possiamo noi donne italiane aspettarci che qualcuno ci difenda se non facciamo abbastanza per difenderci da sole?

La strada è tutta in salita perché le italiane non hanno peso “socio-politico” o comunque non abbastanza. Non ci sono sufficienti rappresentanti del gentil sesso nei luoghi di potere, poche ancora in parlamento, nelle istituzioni, e quindi bisogna essere obiettivi, e capire una volta e per tutte che allo stato attuale, la lobby maschile si occupa solo del proprio interesse e vede ancora le donne come elementi decorativi e talvolta come nemiche da contrastare, affamandole e non pagando gli alimenti per i figli.

Sono giovani donne o madri di famiglia, tra i 25 e i 54 anni, le vittime, sette su 10 in ambito familiare, 607 mogli, 207 ex, e la metà muore novanta giorni dopo aver troncato una relazione, perché lui non perdona ma spara o accoltella. Da quando si è smesso di nasconderli sotto il velo dell’omicidio passionale è evidente che si parla di strage e per ora la strage continua. E’ il momento di rialzare la testa e combattere una battaglia che nessun altro combatterà per noi.