Fedeli (Pd): “Manifestazione Salvini? Orgogliosa di non esserci”

“Il suo modo di additare i nemici è culturalmente pericoloso, usa un linguaggio costantemente diseducativo. Gravissimo fomentare odio e negazione dell’altro”

Valeria Fedeli, senatrice del PD, rientra nella lista di persone che sicuramente non saranno alla manifestazione di Salvini l’8 dicembre a Roma.

“Mi fa pensare la modalità con cui il ministro Salvini indice le sue manifestazioni – ha affermato Fedeli, intervenuta a Radio Cusano Campus -. Lui usa un metodo, un linguaggio per additare nemici, quando in realtà in politica si è avversari, non nemici. Io a quel punto ho postato la stessa foto scrivendo: orgogliosa di non esserci. Credo che questo modo usato da Salvini non faccia bene a nessuno, non insegna alle nuove generazioni un modo corretto di stare nelle istituzioni”.

“Chi ha responsabilità pubbliche, soprattutto in Parlamento, deve sapere che il suo linguaggio è educativo o diseducativo, Salvini opta per un linguaggio costantemente diseducativo. E’ sbagliato, culturalmente pericoloso. In democrazia è normale avere anche un dibattito acceso sui contenuti, ma non identificare l’interlocutore come nemico, fomentando una campagna di odio e di negazione dell’altro, questo lo trovo gravissimo. E’ profondamente sbagliato additare gli avversari come nemici dell’Italia. Lui è al governo, ma deve anche sapere che in una democrazia c’è anche l’opposizione e chi è la maggioranza deve avere rispetto delle prerogative dell’opposizione, altrimenti non c’è più democrazia”.

Sul PD: “Mi auguro che nel congresso ci sia la capacità di parlare al Paese e non solo al nostro interno. Concluso il congresso spero che il radicamento sui territori diventi il nuovo modo di essere PD, questo ci darebbe più forza anche nell’esercizio dell’opposizione in Parlamento. Alleanza col M5S? Non sono assolutamente interessata ad una discussione come questa. Ragionando in questo modo rischiamo solo di perpetuare gli errori del passato. Il PD deve pensare a fare proposte per riorganizzare e rappresentare il campo progressista che in questo Paese c’è, sapendo parlare con i soggetti che rappresentano questa parte reale del Paese”.