Fecondazione assistita, Lorenzin: un solo donatore, non più di 10 figli

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in un’intervista al Corriere della Sera, interviene sulla legge 40 dopo la sentenza della Consulta che ha dichiarato illegittimo il divieto italiano all’impiego di gameti esterni alia coppia: "Per partire con la fecondazione eterologa bisogna aspettare le linee guida e alcuni passaggi in Parlamento. I Centri devono aspettare". Spiega quindi che "domani si riunisce un gruppo di lavoro di circa 20 esperti da me nominati per affrontare una serie di problemi e garantire qualità e sicurezza ai cittadini. Le loro osservazioni mi serviranno a valutare le possibili e eventuali misure anche normative. Ho stabilito per questa fase istruttoria la scadenza del 28 luglio. Tempi rapidi", "c’è una sentenza della Consulta da rispettare e noi dobbiamo eseguire assicurando però il massimo delle garanzie ai pazienti: cercheremo di assimilare il meglio dagli altri Paesi che hanno iniziato prima di noi. Al centro dell’attenzione genitori e bambini".

Sottolinea quindi che la coppia non potrà scegliere il donatore: "Assolutamente no. Niente cataloghi con le caratteristiche estetiche di chi da i gameti. Chiederemo solo garanzie di tipo sanitario e sarà previsto un consenso informato dettagliato e rigoroso". Inoltre "verranno introdotti test genetici obbligatori che per l’omologa non erano previsti. Resta fermo il principio dell’anonimato".

Verrà anche fissato un numero massimo di donazioni: "Un limite è necessario per evitare che nascano troppi bambini da uno stesso genitore biologico. Tra i 5 e i 10 è un’ipotesi. Inoltre una donna che decide di dare in dono i suoi ovociti non può subire troppe stimolazioni e dobbiamo preoccuparci che non venga sfruttata. Indicheremo quante raccolte di gameti possono essere fatte da una stessa persona e con quale intervallo fra l’una e l’altra. Pen siamo a un codice unico nazionale, previsto già da una legge, che permette di contare le diverse donazioni. Sarà regolamentata anche la cosiddetta egg sharing cioè la possibilità che donne sottoposte a cure antisterilità mettano a disposizione gli ovociti in sovrannumero. All’estero sono previste delle agevolazioni sul piano dei costi per queste volontarie".

Secondo il ministro "un’altra questione aperta" è quella del limite d’età della donna che si sottopone all’eterologa: "A mio parere dovrebbe essere uguale a quella prevista per l’omologa (circa 52 anni, ndr)".

Sulla questione dei rimborsi poi precisa: "La legge parla chiaro. La donazione di gameti in Italia è libera, volontaria e totalmente gratuita come in Francia. Niente indennità forfettarie come in Gran Bretagna e in Spagna. Solo lo stesso rimborso spese riconosciuto ai donatori di midollo che è equiparato a quello di sangue".

Spiega anche che sarà possibile la doppia eterologa, cioè la possibilità di creare embrioni con ambedue i gameti non appartenenti alla coppia: "Sarà prevista, con accorgimenti particolari. In un secondo momento dovremo disciplinare la questione dell’adozione degli embrioni". E sulla possibilità per il bambino di risalire alle proprie origini cioè ai genitori biologici spiega: "E’ un punto fondamentale che andrà approfondito e sarà incluso nel consenso informato. Legislazioni straniere tendono sempre più a garantire il diritto a conoscere la propria identità e il diritto all’anonimato dei donatori è caduto in diversi Paesi in seguito a contenziosi legali".