Facebook contro la censura, apre a navigazione anonima

20091217 - ROMA - POL - SCHIFANI FACEBOOK PIU PERICOLOSO GRUPPI ANNI 70. Una ragazza davanti al sito di social network 'Facebook', oggi 17 dicembre 2009 a Roma. ANSA/ GUIDO MONTANI

Facebook dice si’ all’anonimato. Con una mossa inattesa, permette agli utenti di collegarsi al social network usando la rete Tor, un sistema di comunicazione crittografata che consente di navigare sul web senza essere identificabili e che e’ usato anche in quei Paesi, dalla Cina all’Iran, dove e’ in vigore una censura di Internet. La societa’ di Mark Zuckerberg – indicata da Edward Snowden come piattaforma da evitare per proteggere la propria privacy – mostra cosi’ di voler proseguire nel suo recente cambio di strategia.

L’apertura e’ iniziata con la registrazione sulle app di terze parti attraverso Facebook ma in modo anonimo, ed e’ proseguita ritrattando sul divieto di usare pseudonimi e lanciando ‘Rooms’, una chat per discutere di vari argomenti senza dover rivelare il proprio nome. Per ”accedere a Facebook attraverso Tor senza perdere le protezioni crittografiche”, il social network fornisce agli internauti un link apposito.

Per gli utenti come osserva l’ex sviluppatore di Tor, Runa Sandvik, ci sara’ un ”beneficio in termini di sicurezza e privacy. Si aggirano la censura e la sorveglianza locale”, in uso nei governi autoritari. In origine sponsorizzato dalla Marina statunitense e a volte legato ad attivita’ ‘fuorilegge’, Tor consente di navigare sul web in forma anonima usando la crittografia a strati. Vuol dire che l’utente non si collega direttamente al server che ospita il sito che vuole visitare, ma lo fa passando da una serie di altri server, che fungono da ponte e cifrano la comunicazione. Il funzionamento di Tor ha finora creato dei problemi nell’accesso a Facebook, i cui sistemi di protezione tendono a identificare tale sistema come una rete di computer che tenta un attacco informatico.

”Tor sfida alcuni meccanismi di sicurezza di Facebook – osserva la stessa compagnia di Zuckerberg -. Una persona che sembra collegarsi dall’Australia potrebbe, un momento dopo, risultare in Svezia o in Canada. In altri contesti un tale comportamento potrebbe indicare che un account e’ stato hackerato, ma per Tor questo e’ normale”.

Il tendere la mano a chi usa Tor, oltre ad ampliare potenzialmente l’utenza, mostra il cambio di rotta di Facebook sull’anonimato iniziato quest’anno con la possibilita’ di accedere ad applicazioni esterne, di cui magari non ci si fida, attraverso il social network e in modo anonimo. E il mese scorso la societa’ ha fatto marcia indietro sulla possibilita’ di usare pseudonimi e ha lanciato ‘Rooms’, un’app per creare delle chat ed esprimere la propria opinione liberamente grazie all’uso di nickname. Mosse che tengono astutamente conto del cambio di passo degli utenti, sempre piu’ attenti a questi temi. Non e’ un caso che per il ‘botta e risposta’ online tra Zuckerberg e gli iscritti al social network, previsto per il prossimo 6 novembre, siano puntualmente arrivate domande sulla privacy e il trattamento dei dati personali.