Dopo gesti e voce, il futuro hi-tech è il comando con occhi

Un altro passo verso le nuove frontiere dell’interazione uomo-macchina che ci avvicina sempre di piu’ agli scenari immaginati dal film Minority Report. Non solo gesti, riconoscimento delle impronte digitali e voce, per comandare l’elettronica del futuro – dagli smartphone ai tablet ai dispositivi indossabili – si useranno anche gli occhi. Per i Google Glass arriva infatti un aggiornamento che introduce la possibilita’ di scattare foto facendo l’occhiolino, mentre il prossimo Galaxy di Samsung potrebbe fare anche la scansione della retina. E un’azienda svedese ha messo a punto un sistema per il controllo del pc col movimento degli occhi.

Come regalo di Natale, dunque, gli sviluppatori che stanno testando i Google Glass hanno ricevuto un aggiornamento che introduce diverse novita’. Fra queste – oltre alla possibilita’ di caricare su YouTube i video appena girati e il ‘blocco-schermo’ – c’e’ l’opzione ‘blink’, cioe’ l’occhiolino per scattare foto. Secondo Mountain View, in futuro la funzione potrebbe essere utilizzata anche per i pagamenti via mobile. E gli occhi saranno ‘centrali’ anche per gli smartphone. Secondo indiscrezioni riportate dal sito ZDNet Korea, Samsung sta sviluppando ulteriormente il sensore che traccia il movimento degli occhi gia’ presente nel Galaxy S4 attualmente in commercio e che consente una lettura ‘intelligente’ (rileva il movimento degli occhi e del polso per scorrere di conseguenza le pagine verso l’alto o verso il basso). Il prossimo modello dell’azienda, l’S5 – che potrebbe arrivare sul mercato gia’ a marzo – accanto alla lettura dell’impronta digitale dovrebbe introdurre anche la scansione dell’iride. Funzione di autenticazione che andrebbe ad aggiungersi al riconoscimento delle impronte digitali gia’ integrato dall’iPhone 5s di Apple.

Infine, col movimento degli occhi sara’ possibile anche comandare pc e tablet. L’azienda svedese Tobii ha infatti messo a punto da qualche mese un sistema che si chiama Eye Mobile che si presenta come un supporto su cui inserire il dispositivo che contiene la tecnologia di ‘eye-tracking’. Un software si preoccupa di far parlare la periferica con il sistema operativo. Una volta installato si puo’ iniziare a interagire con lo schermo con gli occhi come se lo si facesse con un mouse. Il sistema e’ stato concepito principalmente per permettere ai disabili di accedere ad un computer, solo che per ora i costi non sono per niente accessibili: il dispositivo costa piu’ di 4mila dollari.