Di un’Europa così non sappiamo che farcene – di Marco Chierici

Vedere nel 2015 infinite immagini video girate nella gloriosa Europa che ritraggono milioni di persone in miseria, mi rattrista in un modo così amaro da provare un vero dolore nell’anima. Enormi fasce della popolazione, soprattutto in Grecia, ma anche altrove, che frugano nell’immondizia in cerca di cibo. Milioni di persone che hanno perduto la dignità, la casa, i risparmi, il lavoro in un mondo che contiene abbastanza denaro per tutti, ma sperperato da nord a sud, da est a ovest da chi abbiamo eletto a rappresentarci.

Debito pubblico delle nazioni al massimo storico, tassi di disoccupazione idem, numero di suicidi impronunciabile, impreciso e vergognoso. Un’immigrazione biblica assolutamente fuori controllo, non mal gestita, ma non gestita affatto. Livello di sicurezza praticamente a zero ovunque. Tassazione di imprese e cittadini da rivoluzione russa.

Quella che doveva essere la grande Europa si sta dimostrando un ammasso di disorganizzazione che ci costa oltre sedici miliardi all’anno, addirittura come l’ONU, altro baraccone quasi inutile. Perché UE e ONU sono considerati da chi scrive come un groviglio di burocrati inconcludenti? Semplice: perché se la UE funzionasse, non dovremmo vedere nel 2015 persone che si suicidano per la disperazione; bambini senza cure mediche; anziani che dormono per la strada.

Se l’ONU funzionasse, non avremmo nel mondo né l’Isis, né le dittature; non avremmo un miliardo di obesi e un miliardo di individui che faticano a sopravvivere in uno stato di miseria indescrivibile. Tutto questo è il fallimento di tutta la politica, quella delle nazioni e quella delle confederazioni. Più popoli si aggregano e più casino fanno, più danni causano, più debiti accumulano, più miseria si palpa nell’aria. Governa il caos. Abbiamo perduto il controllo ad ogni livello; ragioniamo solo per interessi o per faziosità di parte, con i paraocchi.

Questa vicenda della Grecia sta dimostrando al mondo quanta incapacità e quanta imperfezione è nelle democrazie occidentali. I popoli sono colpevoli, perché sono loro stessi che hanno eletto i loro governi, ma piange il cuore quando vediamo gente che dorme sui marciapiedi su un cartone ed io provo vero imbarazzo, irritazione, frustrazione. Sono assolutamente convinto che il denaro del continente e perfino quello del pianeta sia più che sufficiente per il benessere capillarmente diffuso, ma troppe caste, troppe massonerie, troppi poteri sono accecati dall’avidità, inconsapevoli dei danni insanabili che ci trascineremo per decenni. Senza un risveglio morale e spirituale, il mondo precipiterà in un baratro da vergogna eterna.