Default Argentina, Papa Francesco segue la situazione

Pope Francis waves to the crowd from the papamobile during his inauguration mass at St Peter's square on March 19, 2013 at the Vatican. World leaders flew in for Pope Francis's inauguration mass in St Peter's Square on Tuesday where Latin America's first pontiff will receive the formal symbols of papal power. AFP PHOTO / FILIPPO MONTEFORTE

Papa Francesco "e’ informato" sulla difficile situazione finanziaria dell’Argentina e sul rischio default – sarebbe la seconda volta in 13 anni – dopo il fallimento delle trattative fra il Paese e gli hedge fund sui bond non compresi nella ristrutturazione del debito. Il Pontefice segue con attenzione il corso degli eventi, riferiscono fonti a lui vicine, sottolineando come Bergoglio sia "sempre informato di tutto" e come riservi costante partecipazione alle vicende della sua terra natale.

Lo "spettro" del default, che avrebbe gravi conseguenze sull’economia del Paese latino-americano e sulla situazione sociale, rappresenta una specie di ‘deja-vu’ nella vita stessa di Bergoglio, che nel 2001, da cardinale di Buenos Aires, visse in prima persona la crisi economica riversatasi sulla popolazione e che aveva aggravato anche la condizione finanziaria della sua diocesi, finita anni prima sull’orlo del crac per le scelte finanziarie sbagliate del predecessore, cardinale Antonio Quarracino. All’epoca Bergoglio aveva ricevuto dallo Ior un aiuto consistente per poter salvare i conti della diocesi. Ora la preoccupazione del Pontefice, comunque, riguarda soprattutto gli effetti sociali di una nuova situazione di insolvenza del Paese.

"Per l’Argentina – dice comunque l’ambasciatore argentino presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero – non esiste una situazione di default. L’Argentina ha pagato il suo debito. L’ha pagato alle istituzioni finanziarie a New York, quindi l’attuale situazione non si collega in alcun modo a un default come quello del 2001". "So che la stampa e anche alcuni analisti finanziari hanno parlato di questo, ma per noi non e’ cosi’", sottolinea l’ambasciatore.

Per quanto riguarda poi la visione e le preoccupazioni di papa Bergoglio, Cafiero ricorda il suo "importante pensiero sul potere immenso che ha il settore finanziario sull’economia reale e sul settore del lavoro". E da questo punto di vista, secondo l’ambasciatore, il Papa "e’ vicino alla posizione che ha adottato il governo di Buenos Aires". Il pensiero del Pontefice rappresenta secondo Cafiero "una sfida a come il settore finanziario possa pregiudicare e impedire lo sviluppo dell’economia e soprattutto le possibilita’ di lavoro per la gente". Di questi aspetti, ricorda l’ambasciatore, il Papa parla molto ampiamente nella sua esortazione apostolica ‘Evangelii gaudium’: "Nel testo si parla spesso dell’economia al servizio dell’uomo e della finanza che non deve mai pregiudicare l’economia reale".

Ora la situazione dell’Argentina, "che e’ in lite con un piccolo ma molto potente settore finanziario", e’ una "sfida" che riguarda anche "tanti altri Paesi". "E’ un esempio – ribadisce Cafiero – del modo con cui la finanza puo’ pregiudicare o no un’economia. L’Argentina non avra’ problemi: ora ci sara’ un grande dialogo nazionale per affrontare la situazione, che e’ solo provvisoria. Il Paese ha le risorse necessarie per coprire cio’ che serve al suo sviluppo. Pero’ questa e’ la dimostrazione della necessita’ di un cambiamento importante che deve riguardare il mondo della finanza, che, cosi’ com’e’, oggi e’ un cancro".

In ogni caso, anche secondo l’ambasciatore, papa Bergoglio "e’ informato di tutto quello che succede nel mondo, e in particolare in Argentina. Quando era cardinale di Buenos Aires parlava spesso dei problemi del Paese – conclude Cafiero -, e anche se oggi ha un0’agenda piu’ vasta, globale, non perde certo d’occhio quello che riguarda la sua terra".