Cultura, Bray: sogno musei accoglienti e sempre aperti

Massimo Bray, ministro dei Beni culturali e del Turismo, sogna musei aperti e accoglienti, anche grazie al sostegno dei privati. Quello di trovare nei musei italiani, orari piu’ elastici, caffetterie accoglienti e librerie attrezzate, “e’ un sogno che deve diventare realta’. I privati che gestiscono i servizi aggiuntivi devono essere chiamati a rispettare standard di alta qualità”. Obiettivo, lo standard del celeberrimo Met newyorchese. Lui lo promette: “Lavorero’ affinche’ l’Italia non abbia niente da invidiare a queste strutture”.

Il ministro, in Puglia nella casa paterna, dalle vacanze ribadisce il progetto di un cambio di pagina per la cultura. Fondi europei per rilanciare i musei del Sud, un intervento di salvataggio per le fondazioni liriche “senza che resti a casa nessuno” e soprattutto nuove assunzioni, per archeologi, archivisti, bibliotecari e non solo. E poi la necessita’ di un turismo consapevole che passi per una valorizzazione non consumistica del patrimonio. Sono tutte scelte di cambiamento, sottolinea Bray, che ”i cittadini chiedono a gran voce”.

Il primo passo, mal di pancia del governo permettendo, sara’ proprio li’, sulla discussione parlamentare e la trasformazione in legge del decreto Valore Cultura presentato a fine luglio a Palazzo Chigi con il premier Letta accanto a metterci la faccia. In ballo ci sono decine di cose, dalle novita’ per la gestione di Pompei al rinnovo delle misure fiscali per il cinema, dal fondo di salvataggio per le fondazioni liriche sull’orlo del collasso all’assunzione di 500 under 35 per progetti destinati al Sud. Se andasse tutto in porto, sarebbe una piccola rivoluzione. Soprattutto tenendo conto delle miserie in cui si e’ dibattuto il settore negli ultimi anni, con i conti del ministero sempre piu’ in rosso.

In pentola c’e’ anche altro: ”stiamo lavorando per creare le condizioni per poter assumere, dopo tanto tempo, il personale necessario”, assicura il ministro. Intanto si lavora alla riforma del ministero. Bray spiega di voler ”definire una struttura che funzioni e che possa garantire la gestione immediata delle emergenze e la valorizzazione del patrimonio”. Difende e rivendica la scelta del governo di unire cultura e turismo (”e’ un segnale che ho intenzione di recepire al meglio”) e torna, ribadendolo come un mantra, sul concetto di ‘cultura per tutti’ su cui arriveranno provvedimenti. Quando si parla musei e turismo, del resto, il ministro pugliese si accalora, spiega che vorrebbe si scoprisse ”quella che e’ l’unicita’ del nostro Paese una rete museale straordinaria e di valore inestimabile” e che questo avvenisse ”con un lavoro di divulgazione fatto tra il mio ministero e quello della Pubblica istruzione”. In concreto c’e’ per ora l’esperimento di apertura serale (l’ultimo sabato del mese, si ricomincia a fine agosto) che coinvolge 38 fra musei e aree archeologiche mentre dovrebbero ripartire le gare per l’assegnazione dei cosiddetti servizi aggiuntivi.

In un Paese come l’Italia, cultura e turismo dovrebbero davvero andare a braccetto. Il ministro Bray lo sa, e – assicura – continuerà ad impegnarsi in questo senso, per valorizzare al massimo le bellezze naturali dello Stivale, la sua Storia e le sue ricchezze culturali.