CORONAVIRUS | Di Maio: “Fase 2 dell’emergenza sarà una nuova normalità, indosseremo le mascherine” [VIDEO]

“E inoltre dovremo continuare a mantenere le distanze sociali. Ma un po’ alla volta dobbiamo riappropriarci degli spazi pubblici come persone"

Luigi Di Maio, in un’intervista rilasciata a Sky Tg24, ha spiegato che la fase 2 dell’emergenza dovuta al coronavirus “sarà una nuova normalità in cui dovremo rispettare le distanze, dovremo usare le mascherine”. “Dobbiamo tener presente che sara’ una nuova normalita’, una nuova normalita’ in cui dovremo rispettare le distanze, dovremo usare le mascherine, ma dobbiamo, un po’ alla volta, riappropriarci degli spazi pubblici come persone”, ha osservato.

“Il lavoro che e’ stato fatto dal corpo diplomatico in tutto il mondo, ambasciatori, consolati, ha permesso di portare qui in Italia contratti da 300 milioni di mascherine, 50 milioni di mascherine solo nel primo mese, donazioni di ventilatori polmonari, occhiali di protezione”, ha dichiarato il ministro degli Esteri.

“Oggi – ha proseguito – abbiamo scorte in ogni regione superiore alle esigenze. Questo lo ha dichiarato il commissario Domenico Arcuri proprio in queste ore. Ed e’ molto importante, perche’ senza gli aiuti dall’estero e senza la rete diplomatica del ministero degli Esteri non ce l’avremmo mai fatta”.

“Quindi abbiamo il materiale che serve, e siamo pronti, se ci sara’ richiesto, a procurarne dell’altro nel mondo. Poi io spero che l’industria italiana possa convertirsi per fare in modo da produrre in Italia tutti questi materiali, ma finche’ non sara’ cosi’, e stiamo parlando di un miliardo di mascherine al mese, come ha detto il Politecnico di Torino, allora noi saremo sempre in prima linea in tutto il mondo per reperire questo materiale”, ha aggiunto Di Maio.

Per il titolare della Farnesina in questo momento bisogna sostenere il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in particolare durante questa trattativa difficilissima con l’Unione europea.

“Credo che dobbiamo chiarire una cosa a tutti i cittadini italiani e a tutti i cittadini europei. L’Italia non vuole farsi pagare i debiti da nessuno. Li abbiamo sempre pagati da noi e siamo sempre stati corretti”, ha sottolineato Di Maio. “L’anno scorso prevedevamo un rapporto deficit Pil al 2,2 per cento, l’abbiamo chiuso all’1,6 per cento, quindi siamo stati piu’ virtuosi delle nostre previsioni. Detto questo, il successo o l’insuccesso della trattativa europea si misurera’ dall’ammontare di danaro, di risorse che ci saranno sul tavolo, non dai singoli strumenti”, ha aggiunto il responsabile della Farnesina.

“Noi stiamo parlando di una trattativa che vale tra i 1.000 e i 1.500 miliardi (di euro). E’ inutile parlare di singoli strumenti Mes 37 miliardi, Sure 100 miliardi, Bei 200 miliardi”, ha precisato Di Maio. “So che sembrano tanti, ma qui stiamo parlando di una trattativa da 1.500 miliardi e in questo momento, come in tutte le squadre quando il capitano deve calciare il rigore decisivo, stiamo tutti col capitano e gli chiediamo di calciarlo nel migliore dei modi, perche’ noi crediamo in lui. E in questo momento bisogna sostenere il presidente del Consiglio in questa trattativa difficilissima”, ha affermato il ministro degli Esteri.

Di Maio, poi, attraverso un messaggio su Facebook ha espresso il suo ringraziamento ai paesi stranieri per l’aiuto fornito all’Italia di fronte all’emergenza Covid-19.

“Medici, infermieri e operatori sociosanitari stanno facendo turni massacranti in queste settimane per salvare vite umane. Queste persone stanno riposando poche ore a notte anche perche’, nonostante negli ultimi giorni i numeri dei contagi siano scesi, c’e’ ancora tanto lavoro da fare. Per dare sostegno a donne e uomini che lavorano nei nostri ospedali stiamo facendo arrivare personale sanitario dall’estero. Ad oggi sono oltre 330 i medici e gli infermieri mandati dai paesi esteri che stanno dando aiuto alle nostre forze bianche. E diversi gli ospedali da campo, gia’ inviati, in grado di accogliere oltre mille pazienti”, ha dichiarato il ministro. “Grazie di cuore, non ci scorderemo mai di questi gesti”, ha concluso.

Ad oggi in Italia sono giunti personale medico e operatori sanitari provenienti da: Albania, Cina, Cuba, Germania, Norvegia, Polonia, Qatar, Romania, Russia, Tunisia, Ucraina, Stati Uniti. Oltre a questi Paesi si aggiungono tutti gli altri Stati che ci hanno donato mascherine e tanti altri dispositivi sanitari.