CHE CAPRIOLA! | Italia Viva perde pezzi: Carè torna nel Pd. Ungaro: “Sorpreso”. Garavini: “Fronte comune”

Il parlamentare residente in Australia però non è nuovo ai cambi di casacca: il giro di valzer era iniziato nel MAIE e in Scelta Civica per poi passare al Pd, Italia Viva e adesso ancora nelle fila del partito di Nicola Zingaretti. Dopo il suo ritorno nei dem, ItaliaChiamaItalia ha raccolto le dichiarazioni di Massimo Ungaro e Laura Garavini, anche loro eletti all'estero come Carè e passati dal Pd a Italia Viva tempo fa

Dopo gli scarsi risultati elettorali di queste settimane, Nicola Carè, deputato eletto nella circoscrizione estero e membro della Commissione difesa della Camera, lascia il partito di Matteo Renzi per tornare nel Partito Democratico. Il parlamentare però non è nuovo ai cambi di casacca: il giro di valzer era iniziato nel MAIE e in Scelta Civica per poi passare al Pd, Italia Viva e adesso ancora nelle fila del partito di Nicola Zingaretti.

“Lascio Renzi e torno nel Pd per dare forza alle idee riformiste – ha spiegato Carè -. La strada intrapresa non era quella giusta. Penso che non sia più il tempo di percorsi velleitari e di chiudersi dentro recinti sempre più stretti e che occorra, per me, avere la sincerità di riconoscere che la strada intrapresa da Italia Viva non sia quella che io avevo immaginato”.

Contattato dal nostro quotidiano online, Carè non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

L’addio a Italia Viva è il frutto del deludente risultato del partito alle amministrative e non si esclude che sia il primo di un lungo addio del gruppo guidato da Matteo Renzi. La sfida interna al Centrosinistra lanciata dall’ex-rottamatore lo scorso anno non sta andando a buon fine, al contrario di ciò che evidenzia lo stesso ex premier. E la perdita di deputati o senatori potrebbe esserne la conseguenza, anche nell’ottica del taglio dei parlamentari sancito dal Sì al Referendum costituzionale e di una riforma della legge elettorale che potrebbe prevedere un sistema proporzionale con una soglia, quella del 5% prevista, pericolosamente elevata per Italia Viva.

“Il collega Carè è libero di fare le sue valutazioni – dichiara a ItaliaChiamaItalia.it il parlamentare di IV Massimo Ungaro -, io sono sorpreso perché le idee che avevano portato alla nascita di Italia Viva sono state rinforzate. Questo è un progetto di lungo respiro, se avessimo voluto stare comodi e cercare una soluzione facile saremmo rimasti nel PD. Italia Viva si meritava qualcosa di più a livello elettorale, ma per una forza politica che è appena partita credo sia comunque un buon risultato”.

“Italia Viva è una realtà che intende porsi come forza riformista, un cammino molto chiaro, che abbiamo appena intrapreso e che si sta strutturando sempre di più – sono le parole di Laura Garavini, senatrice di Italia Viva, raggiunta telefonicamente da ItaliaChiamaItalia.it – . Rispetto le sensibilità politiche di tutti, soprattutto di quei colleghi con i quali ho condiviso percorsi comuni. Se alcuni cambiano posizione rispetto alla scelta di dar vita alla nostra nuova forza politica, penso che l’importante sia che quegli stessi colleghi continuino a collaborare su un fronte comune, che è quello di far ripartire il Paese. Ognuno dando il proprio contributo”.

Una nota di colore: sul sito di Wikipedia, nella pagina dedicata a Nicola Carè, si legge: “Il 2 ottobre 2020 ha annunciato il suo ritorno nel PD per dare forza alle idee trasformiste: la strada intrapresa non era quella giusta”. C’è scritto proprio “trasformiste”… Lapsus?