Charlie Hebdo, nel prossimo numero vignette su Maometto

Charlie Hebdo segue il credo del proprio direttore Charb, Stéphane Charbonnier, deceduto durante l’attacco alla redazione parigina della rivista – "preferisco morire in piedi che vivere in ginocchio" – e non accenna ad arretrare di un passo: mercoledì prossimo, in 16 lingue e con una tiratura straordinaria di un milione di copie (contro le circa 60 mila abituali), il giornale sarà nelle edicole di tutto il mondo con nuove vignette su Maometto. Il legale del magazine satirico, Richard Malka, ha annunciato a Le Figaro che Charlie Hebdo non intende rinunciare al proprio "diritto alla blasfemia" e allo spirito irriverente.

Gerard Biard, nuovo direttore, ha spiegato la decisione anche con la volontà "di non fare un numero necrologio" e non risultare "lamentosi".

Mentre continua la caccia a chiunque abbia collaborato alla strage di Parigi – come confermato dal primo ministro francese Manuel Valls ai microfoni di Rmc e BFM-TV, "uno dei terroristi aveva sicuramente un complice" – da domani 10 mila militari saranno dispiegati in tutta la Francia a presidio dei siti sensibili, come istituzioni, scuole religiose e luoghi di culto, in aggiunta alla gendarmeria e alla polizia antisommossa già impegnata con quattromila unità.

Proprio le 717 scuole ebraiche del Paese saranno al centro della massiccia protezione, su ordine diretto del presidente Francois Hollande, dopo la scoperta che Amedy Coulibaly, autore del massacro nel negozio kosher di Porte des Vincennes, stava pianificando l’attacco a un asilo ebraico.

Lo stesso Valls, che ha ribadito la massima allerta del piano antiterrorismo "Vigipirate", ha poi annunciato l’intenzione di volere portare a un livello superiore il sistema di intercettazioni telefoniche. Il primo ministro – che questa mattina si è dichiarato "orgoglioso di essere francese" – oggi ha anche fornito alcune cifre sui cittadini francesi che hanno aderito o stanno per aderire all’Isis, pronti a unirsi agli jihadisti in Siria e Iraq. Sarebbero circa 1.400, circa 200 in più rispetto allo scorso dicembre, e almeno 70 di questi sarebbero già morti tra le fila dei terroristi.