Cari eletti all’estero, da voi gli italiani della RD si aspettano molto di più – di Flavio Bellinato

Ho avuto occasione di leggere con attenzione un’intervista rilasciata alcuni giorni fa a ItaliaChiamaItalia da uno dei nostri rappresentanti alla Camera dei Diputati: l’Onorevole Fucsia Nissoli (eletta all’estero nella circoscrizione Nord e Centro America). Come spesso capita quando si leggono dichiarazioni di un esponente politico nostrano, parole e fatti non sempre vanno a braccetto e la realtà che vivono le persone comuni é lontana anni luce dalla visione di coloro che, con le loro decisioni ed azioni, influiscono nella vita quotidiana della gente.

Ció che piú mi ha sorpreso delle dichiarazioni dell’On. Nissoli é l’evidente conformismo di fronte alla situazione che si vive nel paese nel quale risiedo, nonostante la decisione a dir poco folle di privare i cittadini italiani in Repubblica Dominicana di servizi consolari erogati in maniera “normale”, quando di normale evidentemente non c’é nulla se pensiamo a quanto si é visto negli ultimi undici mesi senza Rappresentanza Diplomatica e Consolare a Santo Domingo.

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Premetto che il “netto miglioramento” di cui parla l’Onorevole oggettivamente c’é stato, almeno in parte. Da non avere nulla, siamo passati ad un rinnovo/rilascio di passaporti programmato (a partire da agosto, riceviamo ogni mese e mezzo circa la visita di un Funzionario da Panama per la raccolta decentrata delle impronte digitali dei connazionali) e da ottobre una compagnia privata si occupa di ricevere le pratiche di visto, permettendo ai cittadini dominicani di non dover affrontare onerosi e scomodi viaggi per presentare le proprie richieste.

La comprensibile difficoltà iniziale da parte dell’Ambasciata d’Italia a Panama nell’organizzare servizi da destinarsi ai connazionali che si trovano in un paese che dista loro piú di due ore di aereo, sta cedendo il passo ad una maggiore organizzazione e sensibilitá verso la Comuntá. La nostra Rappresentanza Diplomatica e Consolare a Panama é stata vittima, assieme alla comunità ivi residente, dell’illogicitá di una decisione presa in altre sedi, per ragioni ancora del tutto da decifrare. Forse non é un caso che alcune cose sono cambiate nel momento in cui l’Ambasciatore Apicella ha preso le redini della sede diplomatica nel mese di giugno.

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Ció nonostante, il “netto miglioramento” non deve trasformarsi in una scusa per non pretendere di riavere un minimo di razionalitá oltreconfine. Un nostro Rappresentante diretto non puó e non deve applaudire o proporre soluzioni incoerenti che servono a mimetizzare una situazione a dir poco pacchiana (si decide di eliminare una sede diplomatica e consolare per ridurre i costi per poi accorgersi che probabilmente si finisce per spendere gli stessi soldi, con la differenza che sono peggiorate le condizioni di vita dei connazionali all’estero). L’obbiettivo di tutti (comunità e rappresentanti politici) deve essere uno e inequivocabile: riaprire l’Ambasciata d’Italia a Santo Domingo e che la stessa sia efficiente e funzionale.

On. Nissoli, Lei é stata eletta per rappresentarci in Parlamento. Come tale, avrebbe dovuto per lo meno visitarci per verificare in prima persona cosa significa trovarsi di fronte ad un Consolato chiuso, affrontando gli ostacoli burocratici che ne conseguono. “Venire incontro alle esigenze di garantire sia una rappresentanza diplomatica accreditata che i servizi consolari” non significa continuare a far finta che le soluzioni proposte ed intraprese fino ad ora dal MAE sono la strada giusta.

Non si combatte una follia (l’Ambasciata indecorosa che avevamo prima) con un’altra follia (chiudere l’Ambasciata/ Consolato, abbandonando un’intera comunitá al proprio destino). Non si puó essere portavoce della comunitá residente all’estero senza fare la voce grossa quando ce n’é bisogno… e mi creda, Nissoli, prima della chiusura ed anche dopo, era necessario e doveroso farsi sentire. Se Lei ha fatto il suo dovere, sinceramente non ce ne siamo accorti. Onorevole, da Lei e dagli altri eletti all’estero ci aspettiamo molto di piú.