Canelli, tra i meravigliosi borghi italiani [FOTO]

Una delle capitali mondiali del vino. E se ci fosse una politica in grado di valorizzarli, i nostri borghi potrebbero essere una grande risorsa per l’economia

Canelli

“C’è un posto nel mondo dove il cuore batte forte, dove rimani senza fiato per quanta emozione provi; dove il tempo si ferma e non hai più l’età. Quel posto è tra le tue braccia in cui non invecchia il cuore, mentre la mente non smette mai di sognare” (Alda Merini)

“Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa”. (Cesare Pavese)

“Era una terra di piaceri intorpiditi, di sogni ondeggianti davanti agli occhi semichiusi e di allegri castelli tra le nuvole che passano per sempre arrossando un cielo estivo”. (Washington Irving, scrittore statunitense)

“Quando vivi in un luogo a lungo, diventi cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco”. (Josef Koudelka, fotografo ceco)

“L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi” (Marcel Proust)

CANELLI

Tra gli splendidi borghi italiani c’è Canelli, una delle capitali mondiali del vino. E se ci fosse una politica in grado di valorizzarli, i nostri borghi potrebbero essere una grande risorsa per l’economia, l’occupazione e il turismo del nostro Paese.

NELLE LANGHE, OGNI ANNO

Me ne sto occupando professionalmente da alcuni mesi e in questi giorni sono andato nelle Langhe con un amico imprenditore, Andrea Cornelli, bon vivant come me, a caccia di tartufi e di buon vino. Ne scriverò diffusamente nei prossimi giorni. Un’esperienza meravigliosa, un appuntamento, un piccolo viaggio a cui non rinunciamo mai, da qualche anno.

UN’ALTRA ITALIA…

Le Langhe, ma in genere i borghi di ogni regione, sono davvero un’altra Italia: luoghi bellissimi, gente semplice e concreta, poche chiacchiere e molto lavoro, moltissima passione, sacrifici quotidiani. Mi arrivano decine di segnalazioni.

Oggi, una per tutte, raccolgo quella della signora Francesca Romanini, che esalta – giustamente – Canelli, un piccolo paese piemontese del basso Monferrato. Solo diecimila abitanti, e tuttavia fa parte delle capitali mondiali del vino. Canellese era chi, per primo, produsse uno spumante italiano, le nostre prime bollicine: Carlo Gancia, all’epoca un giovane commerciante di vino.

LE CATTEDRALI SOTTERRANEE

A Canelli le vigne esistono da sempre e sotto il centro abitato si incontrano le Cattedrali Sotterranee – dichiarate patrimonio Unesco dal 2014 – ovvero quelle cantine che dalla metà dell’800 si sviluppano come un labirinto sotto il suolo cittadino, considerate capolavori d’ingegneria e di architettura enologica.

Le Cattedrali sono ancor oggi utilizzate per il loro scopo d’origine: le quattro antiche Case di Canelli (Bosca, Contratto, Coppo e Gancia) continuano a invecchiare qui i loro spumanti.

UN CIN CIN NATALIZIO

Cosa aggiungere? Un primo cin cin, alla vigilia delle festività natalizie. La Romanini mi ha ricordato che Canelli è stato di recente incluso da Skyscanner fra i 20 borghi più suggestivi d’Italia, come una piccola gemma dalla bellezza indiscussa. Da visitare assolutamente.

Città del vino, del tartufo e della nocciola tonda gentile: a Canelli le eccellenze enogastronomiche sono numerose. E dal 9 dicembre fino all’Epifania (è una ulteriore attrazione) sono in programma quattro “domeniche sotto l’albero”, ricche di manifestazioni popolari.

INFINE, GLI INNAMORATI CON PEYNET

Per la vostra visita a Canelli vi segnalo il castello Seicentesco e in particolare la romantica “Via degli Innamorati”, il percorso inaugurato a fine settembre e dedicato ai celebri personaggi dell’artista francese Raymond Peynet.