Toronto è la città più grande del Canada: una popolazione di 2,6 milioni di abitanti che diventano oltre 6 milioni se si prende in considerazione l’area metropolitana. Capitale dell’Ontario, la quinta città più popolosa del Nord America. Cosmopolita come forse nessuna altra città Toronto ha il 49% della popolazione che è nata fuori dal Canada e questo rende l’idea di come si è sviluppata la metropoli. Un insieme di razze, tradizioni, religioni, un mix che fa di Toronto una delle città all’avanguardia e non solo del Canada. Ecco allora che anche le passioni, e qui ci riferiamo a quelle sportive, si mescolano. Certo c’è il Canada e la sua tradizione con l’hockey su ghiaccio, ma la vicinanza con gli Stati Uniti ha fatto di Toronto anche una città del basket, quello della NBA, con i Raptors, ma anche il baseball qui è diventato un punto di riferimento con tra l’altro due successi nella World League. Mentre nell’hockey, e non poteva essere diversamente, nella NHL, i trionfi sono stati 13 anche se l’ultimo risale al 1967. Ma con la continua evoluzione, e crescita, che ha avuto il calcio, o soccer, nel Nord America, ecco che anche il Canada ne è rimasto contagiato e attualmente sono tre le franchigie che fanno parte della MLS, la Major League Soccer: Vancouver, Montreal e ovviamente Toronto.
L’FC Toronto, così si chiama la squadra di calcio della città, fondata nel 2007, fa parte della Maple Leaf Sport & Entertainement, colosso dello sport, che possiede anche le squadre che partecipano alla NHLe alla NBA. Toronto quest’estate ha ospitato sul suo campo, il BMO Field, la Roma e quell’amichevole è stata un successo ed è servita anche per instaurare nuovi contatti. Non si può dire lo stesso per i risultati ottenuti dalla squadra che si trova in fondo alla classifica, senza speranze ormai di entrare nei playoff, a differenza dei cugini-rivali di Montreal, gli Impact che invece si trovano ai vertici della graduatoria e con grandi speranze per quello che riguarda il prosieguo del cammino. Insomma a Montreal, anche se la società è nuovissima, sbarcata da un paio di stagioni nella MLS, sognare il titolo non è proprio proibito. Ecco allora che a Toronto stanno guardando a Montreal come modello e se gli Impact per scalare i gradini del successo si sono affidati ai giocatori italiani, Toronto vuol fare lo stesso. Per fine stagione infatti la dirigenza del club canadese ha già programmato un viaggio, per gli acquisti, da fare in Italia. I soldi ci sono, sono stati stanziati 25 milioni di dollari per i rinforzi, cifra che per la MLS non è da poco e dopo aver dato la caccia, infruttuosamente all’ex interista Diego Forlan, il Toronto ha puntato la sua attenzione sul mercato italiano. Ancora non sono stati dichiarati gli obiettivi precisi, ma sul fatto che la prossima stagione l’FC Toronto sarà ‘made in Italy’, su questo non ci sono dubbi.
C’è l’esempio altamente positivo del Montreal e in aggiunta c’è un numero che la dirigenza non può assolutamente sottovalutare: nell’ultimo censimento, un paio di anni fa, è risultato che l’8,6% degli abitanti della città hanno origini italiane il che equivale alla bella cifra di 475.090 persone, come dire più abitanti di quello che possono avere diverse città che hanno una squadra di serie A in Italia. Una base che l’FC Toronto vuole sfruttare al massimo: giocatori italiani che possono alzare il livello della squadra e automaticamente far crescere anche la passione e il seguito. Ecco allora il piano studiato da Tim Leiweke, nuovo ambizioso CEO dell’FC Toronto, che assieme all’allenatore Ryan Nelsen, ha già organizzato il viaggio che lo porterà in tour in Italia, a fare compere.
"Non voglio fare il general manager – ha detto Leiweke – ma voglio dire che ci sarà un coinvolgimento per quello che riguarda l’acquisto dei giocatori, per trovare i giusti rinforzi per la squadra. Io e Nelsen abbiamo già parlato su quello che potranno essere gli obiettivi". Nomi ancora non sono stati fatti, certo non saranno le grandi star italiane a fare il viaggio a Toronto, ma questa nuova apertura canadese porterà qualche nuovo nome italiano in Canada, su questo non ci sono dubbi. E dopo un lungo periodo di assoluta assenza da parte dei giocatori nostrani nella MLS, adesso, specialmente per la politica di due dei club canadesi, si stanno aprendo nuove opportunità anche per il ‘made in Italy’ in versione calcio.
































Discussione su questo articolo