Berlusconi, fra le escort di Bari e quelle di Arcore

La procura di Bari ne è convinta: Silvio Berlusconi avrebbe pagato l’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini tramite il faccendiere Walter Lavitola, perche’ nascondesse dinanzi ai magistrati la verita’ sulle escort portate alle feste dell’ex premier. La procura ha notificato avvisi di conclusioni delle indagini sulle presunte pressioni che Berlusconi avrebbe esercitato su Tarantini perche’ lo coprisse nella vicenda escort. Nell’inchiesta il Cavaliere e l’ex direttore del quotidiano L’Avanti sono indagati per induzione a rendere dichiarazioni mendaci all’autorita’ giudiziaria.

Secondo quanto si legge su alcune testate giornalistiche, il leader del PdL avrebbe indotto Tarantini a tacere parte delle informazioni di cui era a conoscenza e a mentire nel corso degli interrogatori cui e’ stato sottoposto dai magistrati baresi (tra luglio e novembre 2009) che stavano indagando sulla vicenda escort. In cambio avrebbe ottenuto complessivamente mezzo milione di euro, la promessa di un lavoro e la copertura delle spese legali per i processi. Secondo l’accusa, Tarantini avrebbe mentito, tra l’altro, negando che Berlusconi fosse a conoscenza che le donne che Gianpy reclutava per le sue feste erano escort.

Solo ieri la sentenza di condanna nei confronti di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, nell’ambito del processo Ruby bis. Lele Mora, intervistato dal quotidiano La Stampa, spiega che in fondo il Cav voleva solo divertirsi, avere un po’ di compagnia, perché era un uomo molto solo: “Ad Arcore sono venute decine di ragazze con me. Le ragazze? Caso mai mantenute, non prostitute. In ventotto anni di frequentazioni con Berlusconi non ho mai visto niente di quello che sostengono i giudici”. “Di prostituzione non c’e’ mai stata nemmeno l’ombra. Avra’ avuto delle mantenute. Ma soprattutto era un uomo molto solo. Quante volte mi telefonava alle 11 di sera o a mezzanotte di ritorno da un viaggio e mi chiedeva: ‘Dai vieni qui… Porta delle ragazze… Porta chi vuoi’. Vorrei vedere chiunque a passare tutta la sua vita con i Cicchitto, i Fini, i Tremonti, i Bondi; aveva solo voglia di divertirsi”.

“Le amicizie te le scegli, mica te le affibbiano. E io spero che la mia amicizia con lui continui ancora. Ci siamo sentiti un mese fa. Mi ha chiamato per sapere come stavo. Non ci siamo visti perche’ tra coimputati non e’ il caso. Con Silvio Berlusconi rifarei tutto. E’ un gran signore.

PDL IN ATTESA DEL 30 LUGLIO Intanto il Popolo della Libertà si prepara alla sentenza della Cassazione sul caso Mediaset, prevista per fine mese. Il partito lavora anche online: sulla home page del sito del PdL ci sono una serie di slide che spiegano nel dettaglio il processo sui diritti tv che vede imputato Silvio Berlusconi. Diritti Mediaset: un processo assurdo e risibile, e’ la scritta che campeggia sulla ‘copertina’ di un dossier formato da 13 pagine, gia’ distribuito sottoforma di documento qualche giorno fa. Le slides ripercorrono le varie tappe dalla vicenda giudiziaria: dall’antefatto alle accuse dei pm, alla ‘verita’ e si chiude con una domanda: giudici super partes o politicizzati? Il partito di via dell’Umilta’ rilancia anche la battaglia referendaria promossa dai radicali con un grande banner che rimanda al sito ‘giustiziagiusta’ per la firme dei quesiti.