Berlusconi a Brescia e gli ‘odiatori’ di professione (VIDEO) – di Andrea Di Bella

"Non ti mettiamo le mani addosso perché sei una signora". Le hanno strappato di mano la bandiera del Popolo della Libertà, l’hanno data alle fiamme. Un pugno e uno sputo ad un militante del centrodestra, uno zigomo sanguinante. Questo è lo spettacolo che va in onda al telegiornale, lo schermo diviso in due: da una parte la piazza azzurra che, a Brescia, attende l’intervento di Berlusconi. Pacifica e festante. Dall’altra parte le immagini che riprendono il fondo della piazza , da dove andava in onda lo spettacolo più incivile a cui il nostro Paese abbia mai assistito.

Bandiere del Movimento Cinque Stelle, di Sinistra Ecologia e Libertà e degli autonomi di Brescia. La tensione mordeva l’aria. Berlusconi non era nemmeno arrivato e chi lo attendeva, sereno, subiva invettive ed attacchi fisici e verbali senza precedenti. Renato Brunetta è giunto in piazza con almeno cinquanta poliziotti a scortarlo. Daniela Santanché è stata ricoperta di fischi ed insulti. Uno su tutti: "Vecchia puttana".

Erano organizzati, la polizia non si aspettava una reazione tanto violenta. Nessuno se lo aspettava. Nessun elettore moderato si è mai permesso di violare un evento pacifico della sinistra o di Grillo. Mai nella storia. Loro sì, sempre, e ieri a Brescia in occasione dell’intervento di Silvio Berlusconi a sostegno del candidato sindaco del Pdl, non si sono smentiti. Ancora una volta.

Questa guerra continua, questo scontro inesorabile che spacca in due l’Italia tra chi sta con Berlusconi e chi no, porterà prima o poi ad una guerriglia, nei casi più gravi anche armata, che se non sarà arginata in tempo potrebbe portare ad eventi di violenza gravi che innescheranno quasi certamente un precedente vergognoso. In un’Italia che non punisce, che tollera, che comprende, non ci si stupisca più di tanto se un’altra statuetta raggiungerà il volto di un leader politico tra i contestatori festanti. Non ci si stupisca se una libera cittadina con una bandiera in mano sarà aggredita nuovamente, e risparmiata alla violenza fisica solo perché donna. Che Italia è questa? Ve lo dico io. È l’Italia degli illiberali, di chi non sostiene il confronto ideale e reale, di chi fomenta odio senza essere redarguito per questo, e senza porsi il problema che prima o poi gli squilibrati escono allo scoperto, rendendo reali le prediche. È anche e soprattutto l’Italia di chi crede nella libertà, che è anche la libertà di sostenere chi si crede senza correre il rischio di essere attaccato anche fisicamente per questo. 

E c’è l’Italia che odia, che non regge l’idea che un uomo (e il suo movimento politico) possano raggiungere dopo vent’anni di permanenza politica ancora qualcosa come il 37% dei consensi. E lo si odia per questo. E per questo vince. Su una cosa aveva ragione Matteo Renzi: Berlusconi non va tolto di mezzo, Berlusconi va sfidato sui temi e con una seria campagna elettorale. Non ce l’hanno mai fatta né mai ce la faranno. E scoppia la violenza. Con la violenza o con la libertà. Gli italiani decidano con chi stare.