Le incertezze politiche in Italia e il difficile quadro europeo non hanno infiammato lo spread, ma non si vede una svolta ‘imminente’ di uscita dalla recessione. E occorre un governo in grado di varare misure ‘efficaci e credibili’ che ‘interrompano la spirale recessiva in atto quasi ininterrottamente dal 2008’. Il richiamo a misure per la crescita arriva dalla Banca d’Italia, assieme alla constatazione che le entrate del settore pubblico, che hanno come componente principale la pressione fiscale, nel 2012 si sono gonfiate ulteriormente fino a raggiungere il 48,1% del Pil (47,4% l’anno prima), bruciando persino il record segnato nel 1997, quando agli italiani venne richiesta la tassa sull’euro per entrare nella moneta unica.
In un quadro economico europeo in cui l’attivita’ economica sembra essersi ‘stabilizzata’ nel primo trimestre 2013, i dati suggeriscono che in Italia, dopo il -2,4% del 2012 e il forte calo negli ultimi tre mesi dello scorso anno, il Pil ha continuato a ridursi nei primi mesi di quest’anno, sia pure ‘a ritmi meno accentuati’. ‘Le inchieste congiunturali – avverte Bankitalia – non prefigurano un’imminente svolta della fase ciclica’. Fra le famiglie prevale ancora il pessimismo, visto che anche sul fronte dell’occupazione i primi mesi del 2013 prefigurano ‘il protrarsi della debolezza del quadro occupazionale’. E dalle valutazioni delle imprese ‘non emerge un miglioramento degli incentivi a investire’, pur con un buon andamento delle vendite all’estero. Continua il calo dei prestiti alle imprese, anche se a ‘ritmo inferiore’ rispetto alla seconda meta’ del 2012: a fine 2012 le sofferenze dei prestiti alle imprese sono tornate vicine ai livelli osservati nella recessione dei primi anni ’90, ma ‘l’assetto patrimoniale delle banche italiane resta comunque solido, in grado di far fronte alle sfavorevoli condizioni congiunturali’.
Certo, Via Nazionale prende atto che la tensione sui mercati e’ in attenuazione: ‘i mercati finanziari hanno risentito dell’incertezza politica in misura ridotta’. Grazie a condizioni di relativa stabilita’, al miglioramento dei conti pubblici con il debito/Pil in stabilizzazione il prossimo anno, agli sforzi per rafforzare la governance europea, gli spread, pur aumentati da fine gennaio, restano ‘molto al di sotto’ dei quasi 600 punti base toccati a fine 2011. E i dati dicono che, nonostante l’effetto-Cipro, stanno ritornando capitali esteri verso l’Italia e la Spagna. Eppure Bankitalia invita a non abbassare la guardia. Fermandosi a un passo dal valutare lo stallo politico, Via Nazionale invita a ‘proseguire con politiche economiche efficaci e credibili, che interrompano la spirale recessiva in atto nel nostro Paese quasi ininterrottamente dal 2008’. E avverte: ‘e’ necessario evitare che incertezze nel quadro interno e il riemergere di turbolenze nell’area dell’euro minaccino le prospettive di ripresa’.































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