Argentina, il MAIE e i suoi successi – di Walter Ciccione

Stimolato dal netto successo ottenuto nelle elezioni per il rinnovo dei Comites dell’Argentina (conquistando la vittoria in otto comitati su nove), il MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero ha puntato al successivo confronto elettorale, l’assemblea per eleggere i consiglieri dell’Argentina nel Cgie, riuscendo ad accaparrarsi i sette posti a disposizione della rappresentanza della nostra comunità in quell’ente.

Questa significativa affermazione del “merlismo” non era imprevedibile, anzi, parafrasando Garcia Marquez, praticamente può essere definita come “Cronaca di una vittoria annunciata”. Una vittoria schiacciante del MAIE che, pur se per paradosso è inversamente proporzionale ai benefici concreti ottenuti per la comunità, mantiene il Movimento in testa ai partiti politici della collettività. (…)

Oltre alle informazioni pubblicate dalla TRIBUNA ITALIANA sull’assemblea elettorale e sugli eletti, sull’elezione dei consiglieri del Cgie ci sono tante domande ancora da fare: sul metodo di votazione; sull’attualità del Cgie; sulle sfide per i nuovi eletti; sul protagonismo del MAIE. Il sistema per l’elezione dei consiglieri del Cgie viene giudicato negativamente da un importante settore della nostra comunità, che contesta specialmente il fatto che il potere di eleggere i rappresentanti della comunità sia lasciato dalla legge in mano a poco più di 200 “privilegiati”. Viene proposto invece che l’elezione sia fatta in maniera democratica, col voto popolare e segreto, insieme all’elezione dei Comites. Per quanto riguarda il Cgie, si sostiene che come organo di rappresentanza è rimasto indietro nel tempo, per cui sarebbero necessari cambiamenti e rivedere obiettivi per renderlo utile alla comunità, specialmente se saprà coordinarsi con i Comites e con i nostri parlamentari. Di fronte a questo quadro certamente complesso, appare enorme la sfida che dovranno affrontare i nuovi eletti, ma in base alla loro esperienza e capacità, c’è da sperare che possano cogliere l’opportunità e restituire alla comunità residente in Argentina un protagonismo che in passato ha avuto nel citato Consiglio. (…)

Come altre volte in passato, anche oggi la nostra comunità attraversa un momento di crisi, ma c’è d’augurarsi che come allora, saprà superarla. Dicono che la crisi è una grande occasione per fare cambiamenti o, come sosteneva Albert Einstein, “la crisi è una benedizione per persone e per paesi, perché la crisi è portatrice di sviluppo”.