Angela Meade a ItaliaChiamaItalia, ‘lavorare al Teatro Regio? Un’esperienza meravigliosa’

Dopo tante interviste ai cantanti lirici italiani che portano con orgoglio il loro talento nel mondo, questa volta sulle pagine di ItaliaChiamaItalia è protagonista un soprano statunitense, Angela Meade, che porta le sue doti vocali nel nostro Paese.

Venuta per la prima volta in Italia, qualche mese fa, ha conquistato il Belpaese ed è prossima a ritornarci per un evento importantissimo con il Teatro Regio di Torino, quale lo Stresa Festival. Nell’incantevole cornice che si affaccia sul Lago Maggiore, il 22 agosto si raggiungerà un prestigioso traguardo: il concerto numero 1000, dove Angela, specializzata nel repertorio operistico italiano di primo Ottocento, sarà la principessa Matilde nel Gugliemo Tell di Rossini.

Con la medesima Opera e sempre con il Regio della capitale subalpina il 26 agosto all’Edimburgh International Frestival, il 3 dicembre a Chicago e il 7 a New York.

Abitué del Met, la Meade è reduce da un enorme successo a Portland, con la Norma di Bellini, e la sua agenda è fitta d’impegni fino ad aprile 2015. La straordinaria versatilità nei ruoli più disparati e le doti vocali eccellenti fanno della Meade un perfetta soprano per varie opere e vari autori. Anche i grandi talenti hanno delle passioni a cui danno sfogo nel tempo libero e Angela ne ha molte curiose e fantasiose.

Angela, qualche mese fa sei stata per la prima volta in Italia, a Torino, con Guglielmo Tell di Rossini. Cosa pensi del Paese del belcanto?

“Ho molto apprezzato il mio tempo in Italia. E’ sempre bello essere nel paese in cui una forma d’arte ha origine perché il pubblico, credo, è molto più appassionato”.

Lavori spesso con il Teatro Regio di Torino, cosa ne pensi?

“Lavorare al Teatro Regio è stata un’esperienza meravigliosa”.

I prossimi imminenti appuntamenti sono a Stresa e a Edimburgo sotto la direzione di Gianandrea Noseda. Che opinione hai di lui, tu che hai lavorato con altrettanti grandi direttori d’orchestra?

“Mi piace lavorare con Noseda perchè è sempre pieno di vita e di passione”.

Cosa ti piace dell’Italia?

“Amo la natura rilassata del popolo. In America siamo sempre a tutta velocità e in fretta. La gente in Italia sa come usare il tempo per godersi la giornata e la vita”.

Quali sono i colleghi italiani che temi e quali quelli che ammiri?

“Non ci sono colleghi che temo. Mi rendo conto che siamo tutti nella stessa situazione, cercando di presentare la forma d’arte che amiamo al pubblico. Per questo con tutti i miei colleghi ho un rapporto molto socievole e umano. Ammiro tra loro quelli che hanno notevole vocalità, eccellente vulnerabilità e la grande passione per il palcoscenico”.

Collezioni successi in giro per gli USA, l’ultimo trionfo a Portland con la Norma di Bellini. Similitudini e differenze tra Angela e Norma?

“Penso di essere, come la protagonista, una donna sensibile che è a conoscenza delle prove e delle tribolazioni femminili. L’innamoramento mi rende simile a Norma. Anche se lei a differenza mia è una sacerdotessa druida, ma sempre donna che  ha bisogni e sentimenti come tutte noi. Per la maggior parte dell’Opera lei ama qualcuno al quale dà tutto. Mentre lui la ferisce a tal punto che lei è disposta a fare qualsiasi cosa, compreso l’omicidio per fargli sentire il suo dolore; io a tanto non arrivo”.

Che cosa ti piace delle Opere di Bellini?

“La grande passione e le melodie profonde e meravigliose”.

Hai interpretato con enorme successo anche i personaggi di Donizetti, cosa ti appassiona del compositore bergamasco?

“Trovo in Donizetti, come trovo in Bellini, profonde e travolgenti emozioni. Ho interpretato vari ruoli donizettiani, Lucia di Lammermoor, Roberto Devereux, Anna Bolena e Lucrezia Borgia. Penso che Donizetti sia molto bravo a creare il personaggio che prende vita attraverso la sua musica”.

Sei sempre assorbita dal canto lirico, ma quando non lavori cosa fai?

“Mille cose! Adoro fare il pane in casa, leggere le biografie dei cantanti, fare i puzzle, cimentarmi nel design d’interni e nel settore immobiliare”.