Venezuela domenica al voto, chavismo rischia sconfitta

Dopo 17 anni, in Venezuela il chavismo per la prima volta rischia la sconfitta. Le elezioni legislative di domenica arrivano in piena crisi come uno snodo cruciale per il partito che fu di Hugo Chavez e che ora traballa con Nicolas Maduro, prospettando scenari politici difficili da prevedere, nei quali il presidente promette gia’ di vendere cara la pelle. Poco meno di 20 milioni di elettori dovranno scegliere i 167 deputati dell’Assamblea Nazionale, il parlamento monocamerale di Caracas, dove attualmente il Grande Polo Patriottico, la coalizione governativa, controlla 100 seggi, contro i 64 del Tavolo di Unita’ Democratica (Mud), l’opposizione.

Tutti i sondaggi prevedono una vittoria del Mud, con un vantaggio che oscilla fra i 10 e i 30 punti, anche se gli analisti sottolineano che e’ ancora impossibile prevedere la possibile distribuzione dei seggi. Se l’opposizione ottenesse la maggioranza semplice (84 seggi), potrebbe promuovere, per esempio, un’amnistia a favore dei dirigenti antichavisti in prigione – in primis Leopoldo Lopez, leader di uno dei partiti del Mud -, o una mozione di impeachment del presidente Maduro. Il motivo principale dell’annunciata sconfitta del chavismo e’ la crisi economica che attraversa il Paese, con il tasso di inflazione piu’ alto del mondo, 7 trimestri successivi di crescita negativa, con i prodotti di base che scarseggiano per oltre il 70% e un mercato valutario caotico, nel quale il dollaro puo’ valere 6,30 come 800 bolivar. Maduro e i dirigenti chavisti sostengono che la crisi in realta’ non esiste, che si tratta piuttosto di una "guerra economica" lanciata dalla "oligarchia venduta ai yankee (gli Usa, ndr)" contro il governo. Durante la sua campagna, l’erede di Chavez ha denunciato e fatto arrestare proprietari di azienda che ha accusato di "rifiutarsi di vendere merce per creare code e fare soffrire il popolo".

Quello che preoccupa di piu’ i dirigenti antichavisti, pero’, sono le minacce con le quali Maduro prefigura il suo atteggiamento in caso di sconfitta. "Non consegnero’ mai la Rivoluzione", "Scenderemo in piazza con il popolo", "Agiremo in unione civile-militare", "La Rivoluzione entrera’ in una nuova fase", sono alcune delle dichiarazioni piu’ inquietanti del presidente riguardo allo scenario politico di lunedi’ prossimo, anche se i dirigenti del Mud hanno cercato di minimizzare la possibilita’ di un golpe. "Non ci sono ne’ le palle ne’ i muscoli per un colpo di Stato", ha riassunto Henry Ramos Allup, coordinatore del Mud, pur ammettendo che il chavismo potrebbe "permettersi qualche pazzia" prima dell’inizio della nuova legislatura, il 5 gennaio prossimo. Come per esempio votare poteri speciali a Maduro, per permettergli di governare per decreto.