Veneto, quando manifestare propria opinione è reato – di Leonardo Cecca

Siamo veramente fortunati a vivere in uno stato di diritto, in una democrazia ove i golpisti vengono subito sbaragliati. Anni or sono, 1970, agguerrite Guardie forestali armate con le più moderne armi (zappe, forconi, badili, falcetti etc. etc) vennero bloccate dal loro Comandante alla vigilia della loro marcia su Roma. Ovviamente ne seguirono arresti, processi e condanne. Ora è la volta dei "Serenissimi", che, non soddisfatti della loro passata conquista del campanile di San Marco, con mezzi supersofisticati, addirittura un tanko, al cui cospetto il possente M1 Abrams non è neppure una mezza fetecchia, si accingevano di nuovo a muovere con le loro armate contro lo Stato, al fine di liberare il Veneto ed altri territori.

Anche questa volta i rivoltosi hanno fatto male i conti, in quanto i fedeli e solerti "servitori" dello stato e le istituzioni garanti della Costituzione, con un’indagine lampo durata solo poco meno di tre anni, hanno assicurato alla giustizia ben 51 sovversivi.

Non dobbiamo che essere grati alle nostre istituzioni e se poi, dopo neanche 24 ore, rimettono in libertà mascalzoni della più bassa specie, spacciatori, gente che guida sbronza e/o ad alta velocità ammazza persone e poi neanche si ferma, poco importa; quello che conta è essere al riparo da gente che, armata di tutto punto, e, forse anche finanziata dalla Cia, non possa manifestare goliardicamente il proprio disappunto per istituzioni che già da tempo hanno perso il senso della correttezza e della moralità.