Ue, Letta: non sia solo tasse e austerità. Ora federazione

"Quando l’Europa e’ soltanto austerita’, tagli e nuove tasse, l’Europa parla con un linguaggio incomprensibile per i cittadini che si disinnamorano" con il rischio concreto che crescano i "movimenti euroscettici". Cosi’ Enrico Letta, ai microfoni della tv Russia 24. Quando invece, ha aggiunto il premier, "l’Europa da’ risposte concrete sul lavoro e sulla crescita, allora e’ vista meglio". Ala domanda su chi possa guidare una futura federazione europea, il capo del governo ha risposto: "Penso che debbano essere i cittadini europei a deciderlo con una elezione diretta". Perche’ il rischio dell’Ue e’ quello di parlare "solo alle elite e alle classi dirigenti, non ai popoli, mentre sono i popoli che decidono".

L’Italia, ha proseguito, nel semestre di presidenza lavorera’ "per avere passi avanti decisivi verso gli Stati Uniti d’Europa". Tornando sulla politica economica, Letta ha spiegato che l’Unione "deve trovare una nuova missione: crescita e prosperita’. Si sono capiti molti errori degli anni scorsi e oggi si e’ compresa l’importanza di una politica economica basata da una parte sul controllo dei conti pubblici, dall’altra su politiche di investimenti per crescita e lavoro. Le due cose devono andare avanti insieme perche’ la sola austerita’ non e’ sufficiente, altrimenti – ha concluso – l’avvitamento della nostra economia sara’ un rischio reale".