Ue-Cina: Tajani promuove Expo e firma quattro accordi

L’Expo 2015 come rampa di lancio per attirare nuovi turisti cinesi nell’Unione europea, quattro accordi di cooperazione su Pmi, standard comuni dei prodotti e lotta alla contraffazione, ma anche nuovi progetti in pista nel campo ambientale e partnership fra eco-imprese europee e cinesi. Questo, in sintesi, il bilancio della prima missione ‘per la crescita verde’ a Pechino guidata dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, insieme al commissario Ue all’ambiente, Janez Potocnik e 60 eco-imprese Ue.

Un interesse comune forte e’ quello nel settore del turismo, dove Ue e Cina sono decisi a conquistare nuovi clienti. L’idea di Tajani e’ quella di giocare la carta dell’evento di Expo 2015 per attirare turisti cinesi, coinvolgendo Stati membri, tour operator e compagnie aeree, riducendo costi di viaggio e alloggio. ”Puntiamo su una strategia forte per attirare turisti cinesi in Europa e turisti europei in Cina, e’ una priorita’ per entrambi” ha detto Tajani dopo la firma dell’accordo di cooperazione con l’ente nazionale per il turismo cinese. Dal Paese del dragone ormai arriva la maggiore fonte di profitto del turismo a livello mondiale: da soli nel 2012 i cinesi hanno speso all’estero 79 miliardi di euro e in media per una destinazione al di fuori del Paese circa 809 euro a testa. Non a caso il prossimo novembre, in occasione del summit Ue-Cina, il commissario Ue all’industria conta di presentare una proposta per facilitare il rilascio dei visti a turisti, studenti e imprenditori cinesi, con ‘destinazione Ue’.

Altre intese della missione a Pechino hanno rilanciato la cooperazione a favore delle imprese, Pmi in prima fila. L’obiettivo per Tajani e’ quello di far convergere le regole e far lavorare le aziende europee in Cina ”a parita’ di condizioni”. Bruxelles preme allora su possibili standard comuni e sulla sicurezza dei prodotti industriali, oltre che sulla tracciabilita’, un aspetto chiave per la lotta alla contraffazione. ”L’80% dei prodotti contraffatti venduti in Usa e in Europa arriva dalla Cina” spiega Armando Branchini, presidente dell’Eccia, l’organizzazione che riunisce l’industria europea del lusso, dalla moda ai vini, fino agli alberghi. A segnare la due giorni di incontri a Pechino anche un evento unico: lo ‘speed-dating’ organizzato dalla Commissione europea fra imprese Ue leader delle tecnologie verdi e possibili partner per il mercato cinese, che promette di diventare sempre piu’ ‘amico dell’ambiente’. Trenta minuti a disposizione per 335 incontri, un bottino importante per futuri contatti e collaborazioni Ue in Cina.

”I temi ambientali sono fra quelli principali della cooperazione fra Ue e Cina” ha detto il commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, al termine della missione. ”Ora che la leadership cinese li ha resi una priorita’, siamo pronti ad avere una cooperazione piu’ stretta” ha aggiunto il commissario europeo, annunciando un nuovo progetto targato Ue in Cina, sulla gestione dell’oro blu, dei rifiuti e lotta contro l’inquinamento da metalli pesanti. Tutti settori chiave per la nuova ‘economia verde’ che sara’ al centro del prossimo summit di novembre con i partner cinesi.