Tumore al seno, Cinzia Sasso: mammografia salva, da Grillo solo propaganda

"Mi è andato il sangue al cervello" . Così Cinzia Sasso, giornalista, scrittrice, moglie del sindaco di Milano Giuliano Pisapia, in una intervista al Corriere della Sera, commenta le parole di Grillo che ha sconsigliato le mammografie: "Era il 2009, mi diagnosticarono un tumore al seno. Ricordo perfettamente il giorno della diagnosi. Feci un respiro profondo, tornai a casa e dissi a mio figlio Francesco: ho il cancro, sono fortunata", "il male non era ancora in fase avanzata. E se ho potuto sconfiggerlo è grazie alla mammografia. Altro che cattiva informazione".

"Mia madre – continua la giornalista – è morta 12 anni fa di cancro al seno. Se lei non c’è più e io sono qui a raccontare, è perché quando si è accorta di quel nodulo era troppo tardi". E aggiunge: "Da allora giurai a me stessa che avrei fatto di tutto perché le donne potessero parlare della loro malattia al passato remoto. Come è successo a me".

Su cose del genere "non si può scherzare e nemmeno fare propaganda”, sono temi troppo “seri e delicati. E per questo motivo ho aderito al progetto ‘Europa Donna’ che da vent’anni lavora in 47 Paesi europei perché tutte le donne abbiano cure adeguate". "Per evitare tutto questo – conclude – bisogna fare subito i controlli: se oggi il tumore al seno è una malattia e non una sentenza di morte lo si deve alla prevenzione".