L’emigrazione per motivi di lavoro non è un fenomeno nuovo nella storia italiana. A ricordarlo è il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, intervenuto alla trasmissione Restart su Rai3, dove ha affrontato il tema della mobilità lavorativa e delle opportunità professionali offerte dall’estero.
“Come insegnava Einaudi, per distribuire la ricchezza bisogna prima crearla”, ha affermato Gasparri, sottolineando la necessità di puntare su una maggiore crescita economica e su livelli di reddito più elevati per rafforzare la competitività del Paese.
Secondo il parlamentare azzurro, il dibattito sull’emigrazione italiana dovrebbe essere affrontato con una prospettiva storica. “Negli anni Cinquanta e Sessanta l’Italia ha conosciuto una forte emigrazione verso la Germania, dove molti nostri connazionali si trasferivano per lavorare come operai. Ancora oggi ci sono italiani che scelgono quella strada. I movimenti migratori legati al lavoro sono sempre esistiti”, ha ricordato.
Dall’emigrazione operaia alla fuga dei talenti
Gasparri evidenzia tuttavia una differenza significativa rispetto al passato. Se nel secondo dopoguerra la maggior parte degli italiani che lasciavano il Paese era impiegata in lavori manuali e industriali, oggi a trasferirsi all’estero sono spesso professionisti altamente qualificati.
“Assistiamo anche alla mobilità di professionalità di alto livello che all’estero trovano opportunità e riconoscimenti adeguati alle proprie competenze”, ha spiegato il senatore. Un fenomeno che interessa giovani laureati, ricercatori, tecnici specializzati e figure professionali che scelgono altri Paesi per sviluppare la propria carriera.
Per Gasparri, il tema non può essere affrontato soltanto in termini di partenze, ma deve tradursi in una riflessione più ampia sulla capacità dell’Italia di offrire prospettive economiche e professionali competitive.
Più crescita e valorizzazione del lavoro
Il senatore di Forza Italia riconosce la necessità di aumentare i redditi e migliorare le opportunità per i lavoratori italiani, ma sottolinea anche alcuni segnali positivi provenienti dal mercato del lavoro.
“Il mercato del lavoro continua a crescere e la formazione tecnica ha compiuto notevoli progressi”, osserva Gasparri, evidenziando l’importanza di investire sulle competenze e sulla qualificazione professionale.
Secondo l’esponente di Forza Italia, una delle sfide principali per il futuro sarà quella di rivalutare molte professioni e attività lavorative che rappresentano una componente essenziale del sistema economico e produttivo nazionale. Un obiettivo che passa attraverso salari adeguati, formazione continua e una maggiore considerazione sociale del lavoro specializzato.
Le parole di Gasparri si inseriscono in un dibattito sempre più attuale per gli italiani all’estero e per le nuove generazioni che guardano oltre i confini nazionali alla ricerca di opportunità professionali. Una realtà che, pur cambiando volto nel tempo, continua a rappresentare una delle caratteristiche più significative della storia migratoria italiana.

























