“Ci sentiamo cittadini di serie C”. È uno sfogo carico di amarezza quello di Giampaolo Guerra, padre di Nessy Guerra, la donna originaria di Sanremo bloccata in Egitto insieme alla figlia di tre anni dopo una condanna per adulterio.
In un’intervista rilasciata a “La Stampa”, il padre della donna racconta le difficoltà economiche e psicologiche vissute dalla famiglia, che da anni vive nascosta per timore di conseguenze giudiziarie e possibili ritorsioni.
“Non ce la facciamo più a vivere così”, afferma Guerra, spiegando che la famiglia sopravvive con una pensione da 750 euro al mese e che i risparmi accumulati sono stati interamente utilizzati per sostenere la figlia all’estero. “Abbiamo chiuso anche i contratti di luce e gas in Italia per risparmiare”, racconta.
Secondo il padre di Nessy, il contesto giudiziario egiziano sarebbe fortemente penalizzante nei confronti della donna. Guerra descrive l’ex compagno della figlia come una persona instabile e sostiene che le prove presentate dalla famiglia non vengano prese in considerazione dal tribunale locale.
La situazione più delicata riguarda però la bambina di tre anni, che secondo il nonno vivrebbe di fatto segregata per motivi di sicurezza. “Cerchiamo di non farle mancare nulla, ma è difficile”, spiega, raccontando come la famiglia esca raramente e con estrema prudenza per evitare controlli o possibili segnalazioni.
Guerra lancia infine un appello alle istituzioni italiane, chiedendo un intervento politico diretto per consentire il rientro in Italia della figlia e della nipote. “Il percorso giudiziario è morto, serve un accordo politico”, sostiene, auspicando un’azione concreta da parte del governo italiano.































