Una decina di stranieri di fede islamica, residenti in varie citta’, specie del nord Italia, sospettati di avere legami con la Jihad e per questo potenzialmente pericolosi. Non si tratterebbe di una cellula, ma di "cani sciolti" i cui nomi sono ora iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma per il reato di associazione sovversiva con finalita’ di terrorismo. Un’inchiesta, quella di piazzale Clodio, partita qualche anno fa, quindi slegata dai recenti fatti di sangue o da allerte terrorismo, e nata dal monitoraggio che gli investigatori italiani esercitano periodicamente in vari settori per prevenire episodi di violenza politica o di terrorismo.
Tra questi ambienti, da tempo, ci sono anche quelli apparentemente sensibili ai proclami del fanatismo islamico ed al proselitismo dell’Isis. E l’inchiesta, secondo quanto si e’ appreso, si snoda in vari filoni ognuno dei quali oggetto di un apposito fascicolo processuale. L’osservazione della rete internet ha fornito vari spunti agli inquirenti ed ai carabinieri del Ros della capitale come ai colleghi di altre citta’ italiane, a partire da Milano, impegnate sul fronte del terrorismo di matrice islamica. In particolare, l’attivita’ di osservazione ha riguardato le conversazioni via web e gli accessi ai siti integralisti ed estremisti dei soggetti finiti nel mirino. Web, ma non solo.
Gli accertamenti compiuti dal pool di magistrati coordinati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Giancarlo Capaldo, puntano anche su luoghi di ritrovo per possibili attivita’ di indottrinamento e di reclutamento, sulla tipologia di viaggi compiuti all’estero da parte di personaggi sospetti, senza trascurare la minaccia che potrebbe derivare dagli sbarchi di clandestini sulle coste del sud Italia. Indagini, quelle in corso a Roma ed in altre citta’, che potrebbero dare una spinta decisiva per la costituzione di una Procura nazionale Antiterrorismo, ossia di un’apposita struttura adibita al contrasto del terrorismo. E nella capitale, dopo i tragici fatti di Parigi, l’allerta resta altissima. Sono stati potenziati i dispositivi adottati per la sicurezza degli obiettivi sensibili. Tra questi il Ghetto e la scuola ebraica, le ambasciate, i monumenti, i luoghi culto e le redazioni di giornali e tv.
































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