Stabilità, ok del Senato alla fiducia. Ma Area Popolare si spacca

Via libera del Senato prima alla legge di stabilità, sulla quale il governo aveva posto la fiducia, poi alla Nota di variazioni, presentata dal Ministro dell’economia Giancarlo Padoan ed esaminata dalla Commissione bilancio, e il bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2016 e bilancio pluriennale per il triennio 2016-2018 nel complesso. Una manovra che per bocca della stessa maggioranza andrà rivista alla Camera soprattutto sul tema del Mezzogiorno, ma che intanto, assicura il capogruppo Pd Luigi Zanda, permette di connettere il rigore dei conti pubblici ad un’impostazione decisamente espansiva della manovra.

Le opposizioni concordano criticamente circa la mancata approvazione del piano per il Sud, l’assenza di norme previdenziali per risolvere il problema degli esodati, i tagli alle Regioni che si ripercuoteranno sui servizi essenziali, i mancati stanziamenti per la sicurezza e l’intelligence. Mentre per quanto riguarda Tasi e Imu agricola, ricorda il leghista Paolo Arrigoni, di fatto "questa cancellazione di tasse riporta lo stato delle cose al 2011, quando entrambe le gabelle non c’erano. Infatti, era già dal 2009 che l’allora ICI sulla prima casa era stata tolta dalla Lega e dall’allora maggioranza, non senza attacchi feroci dal Partito Democratico".

Ma il dato politico più rilevante del voto di stamattina è probabilmente è la frattura in Area Popolare, con Gaetano Quagliariello e Carlo Giovanardi che si sono astenuti, Luigi Compagna non ha partecipato al voto e Andrea Augello ha addirittura votato contro la fiducia.