Nessuna perizia psichiatrica: per i pm, Luigi Preiti era ‘lucido’ nella sua azione. Un ‘esibizionista’ che aveva pensato e programmato ‘l’azione eclatante’ da giorni. L’inchiesta della Procura di Roma sulla sparatoria davanti a Palazzo Chigi accelera e prova a porre contorni ad una vicenda in cui l’unica certezza e’ la ‘disperata solitudine’ in cui il 49enne di origini calabresi ha agito. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il sostituto Antonella Nespola hanno depositato oggi la richiesta di convalida del fermo ipotizzando nei confronti di Preiti reati che vanno dal tentato omicidio, al porto e detenzione illegale e uso d’arma e munizioni.
Non e’ escluso che possano essere contestate anche alcune aggravanti tra cui quella di aver commesso il fatto contro un pubblico ufficiale o una persona incaricata di pubblico servizio.
Intanto l’interrogatorio di garanzia potrebbe essere svolto gia’ nella giornata di martedì davanti al Gip. Gli inquirenti hanno proceduto ad affidare una serie di perizie sull’arma, una calabro 7,65, utilizzata dall’uomo nella sparatoria. Si tratta di un accertamento ‘irripetibile’ con il quale si cerchera’ di risalire alla matricola dell’arma trovata abrasa e stabilire se in passato sia stata utilizzata per commettere altri reati. I magistrati vogliono in questo modo cercare riscontri concreti a quando dichiarato ieri dallo stesso Preiti sull’acquisto dell’arma, avvenuta circa 4 anni fa, al mercato nero di Genova.
Gli accertamenti degli inquirenti non si fermano a questo. La Procura di Roma ha acquisito i tabulati telefonici relativi al traffico dell’apparecchio di Preiti. I pm di piazzale Clodio stanno vagliando inoltre i filmati delle telecamere di sicurezza lungo il percorso tra l’albergo vicino alla stazione Termini, dove l’uomo ha pernottato tra sabato e domenica, e Largo Chigi. Anche se al momento non sembrano esserci dubbi sul fatto che quello di Preiti sia stato un gesto isolato e individuale, la procura ed i carabinieri del Nucleo Investigativo vogliono accertare se l’uomo abbia avuto contatti con qualcuno ed escludere definitivamente la presenza di complici. E’ un vero e proprio screening a 360 gradi quello deciso da investigatori ed inquirenti per ricostruire la personalita’ dell’uomo che ieri in pochi istanti ha seminato terrore ed ansia in un giorno simbolico per il paese. Per questo motivo sono stati disposti accertamenti anche a Predosa in provincia di Alessandria ed a Rosarno, in Calabri, dove Preiti era tornato a vivere da qualche tempo.
Infine dalle pieghe dell’indagine emerge che per un puro caso non c’e’ stato un terzo ferito, sempre tra i carabinieri intervenuto a bloccare l’uomo. Uno dei colpi esplosi da Preiti ha, infatti, trapassato il giubbotto tattico d’ordinanza indossato da un brigadiere. Per fortuna il proiettile non ha colpito il militare dell’Arma ma ha attraversato il portafoglio che il carabiniere aveva messo nella testa del giubbotto.
































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