Simone Giordano, ‘Arte del Sacro’: la prigione alla fine dei tempi – di Simona Aiuti

Simone Giordano è sicuramente un autore e uno scrittore fuori dal comune, egli si cimenta con un genere particolare, a tratti surreale, concitato, condito di follia, disincantato e senza mezze misure. Il breve romanzo è piacevole, adatto per un kindle e per un breve viaggio in treno, oppure per uno di quei pomeriggi freddi in cui potrebbe succedere di tutto. Così mentre il paesaggio scorre non troppo velocemente, idee e concetti partoriti dalla mente di uno scrittore visionario e fantasioso, prendono vita e corrono senza dubbio molto più velocemente del treno e anche del pomeriggio.

Un gruppo di amici, una villa, una pioggia di meteoriti, un particolare momento storico in cui accade forse qualcosa che un po’ tutti temiamo, e nessun atteggiamento buonista, no, nessuno sconto al lettore. Paure e fobie che serpeggiano in ogni città metropolitana, prendono vita in questo breve romanzo, si aggrovigliano in un vortice complesso in cui è vietato perdere il filo della narrazione, poiché poi sarebbe dannatamente difficile ritrovarlo, se non impossibile. Saremo forse preda di alieni? Questo dovrà scoprirlo il lettore, e poi saremo del tutto annientati da una terribile pioggia di meteoriti? Forse sì, forse no, ma anche questo dovrà scoprire il lettore.