Sigarette elettroniche, sbagliato tassarle come il tabacco – di Pietro Yates Moretti

smoking, fumo elettronico, uno dei nuovi negozi aperti in via san Vincenzo

Il Governo riprova a tassare le sigarette elettroniche. Al contrario di altre occasioni, questa volta non cerca di giustificarsi dietro false pulsioni salutistiche: lo Stato ha bisogno di soldi, il gettito delle imposte sulle sigarette sta crollando, ed è necessario coprire il buco di bilancio. E la cosa piu’ semplice da fare è quella di colpire prodotti sostitutivi del tabacco quali le sigarette elettroniche. E’ già un passo avanti nel dibattito, visto che la tassazione delle sigarette elettroniche è stata proposta, assurdamente, in passato cercando di equipararne gli effetti sulla salute a quelli provocati del tabacco. Ciò detto, a nostro avviso tassare questi apparecchi alla stregua delle sigarette è sbagliato e controproducente. Nonostante le evidenze scientifiche siano ancora indefinite, non possono esservi dubbi che la combustione del tabacco faccia molto peggio del vapore acqueo emesso dalle sigarette elettroniche. Né si può negare che le sigarette elettroniche abbiamo aiutato e stiano aiutando molti a smettere di fumare o comunque a limitare fortemente il danno provocato dal tabacco, vuoi per motivi di salute, vuoi per motivi economici – con il costo di un pacchetto di sigarette, puoi acquistare liquido per la sigaretta elettronica sufficiente per una o due settimane.

La nicotina presente nel liquido e-cig (si può tranquillamente acquistare anche senza) è la stessa nicotina che si trova nelle gomme da masticare, cerotti, ed altri prodotti utilizzati comunemente per smettere di fumare. Non ci risulta che questi prodotti, oggi trovabili in farmacia, siano tassati alla stregua delle sigarette, anzi…

Ma anche se l’obiettivo è solo quello di rimpinguare le casse dello Stato, tassare la sigaretta elettronica non è la strada giusta. Non solo si rischia di fare un danno alla salute di quei cittadini che oggi optano per la sigaretta elettronica perché fumare tabacco è divenuto troppo costoso, con evidenti ricadute anche sul costo complessivo dell’assistenza sanitaria; ma c’è il rischio concreto di avere introiti ancora minori a causa del conseguente ridimensionamento di questa nuova realtà economica, nonche’ per il favore che si farebbe al mercato nero.

Invitiamo il Governo a riflettere bene prima di fare mosse azzardate che potrebbero dare modesti frutti nell’immediato e che nel medio termine potrebbero essere addirittura controproducenti.

Pietro Yates Moretti, vice-presidente Aduc*

*Associazione per i diritti degli utenti e consumatori