MAIE Panama, Alberto Floriani: “Ascolto, partecipazione e servizi per rafforzare la comunità italiana”
Alberto Floriani, imprenditore italiano che da anni opera nel settore immobiliare: cosa ha significato per lei ricevere la nomina a Coordinatore del MAIE a Panama? Quali sono state le sue prime emozioni?
Ricevere questa nomina rappresenta per me un grande onore, ma soprattutto una significativa responsabilità. Ho accolto questo incarico con profonda gratitudine e con la piena consapevolezza dell’importanza di rappresentare e servire la comunità italiana residente a Panama. Le emozioni iniziali sono state un mix di entusiasmo, senso del dovere e forte motivazione. Sono determinato a costruire un percorso concreto fondato sull’ascolto, sul dialogo e sulla partecipazione attiva dei nostri connazionali.
Quali ritiene siano oggi le principali esigenze della comunità italiana residente a Panama?
La comunità italiana a Panama è composta da realtà molto diverse tra loro: imprenditori, professionisti, famiglie, giovani e pensionati. Proprio per questa ragione è fondamentale saper intercettare esigenze differenti. Tra le priorità emergono certamente il miglioramento dei rapporti con le istituzioni italiane, un accesso più agevole ai servizi consolari, la tutela dei diritti dei cittadini residenti all’estero e la creazione di maggiori occasioni di aggregazione e partecipazione. È inoltre importante valorizzare il contributo che gli italiani offrono quotidianamente allo sviluppo economico, culturale e sociale di Panama.
Quali saranno le sue priorità nei primi cento giorni alla guida del coordinamento MAIE nel Paese?
La mia prima priorità sarà ascoltare il territorio. Intendo incontrare associazioni, imprenditori, rappresentanti della comunità e singoli cittadini per comprendere direttamente esigenze, aspettative e criticità. Parallelamente lavoreremo per rafforzare la presenza del MAIE a Panama, migliorare i canali di comunicazione e promuovere iniziative che avvicinino i connazionali alla vita della comunità italiana. L’obiettivo è costruire una rete solida, inclusiva e partecipata, nella quale ogni italiano possa sentirsi rappresentato.
Panama è una realtà strategica per l’Italia in America Centrale. Come si possono rafforzare ulteriormente i rapporti economici, culturali e istituzionali tra i due Paesi?
Panama rappresenta un hub strategico per tutto il continente americano e offre importanti opportunità di collaborazione. Ritengo sia necessario incentivare ulteriormente gli scambi commerciali ed economici, sostenere l’internazionalizzazione delle imprese italiane e promuovere iniziative culturali che valorizzino il patrimonio, la creatività e le eccellenze del nostro Paese. Allo stesso tempo, un dialogo costante tra istituzioni, imprese e società civile può contribuire a consolidare una relazione già molto positiva e ricca di prospettive future.
Molti italiani all’estero lamentano difficoltà nell’accesso ai servizi consolari. Quali iniziative intende promuovere per essere più vicino ai connazionali?
Pur riconoscendo l’impegno e il lavoro svolto dalle strutture consolari, è evidente che molti cittadini chiedono maggiore vicinanza e supporto. Come coordinamento MAIE intendiamo favorire una corretta informazione, orientare i connazionali nell’accesso ai servizi e raccogliere in maniera sistematica le segnalazioni provenienti dalla comunità. Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento concreto, capace di facilitare il dialogo tra cittadini e istituzioni e di contribuire alla ricerca di soluzioni efficaci.
Come immagina il ruolo del MAIE a Panama nei prossimi anni e quale contributo potrà offrire alla crescita del movimento nel continente americano?
Immagino un MAIE sempre più presente, dinamico e vicino alle persone. Panama può diventare un punto di riferimento strategico per l’intera area centroamericana, contribuendo alla crescita del movimento attraverso il coinvolgimento della comunità, la valorizzazione di nuove energie e la costruzione di progetti condivisi. Il MAIE deve continuare a essere la voce degli italiani all’estero, promuovendo le loro competenze, le loro esperienze e il loro contributo allo sviluppo dei Paesi in cui vivono.
I giovani italiani di seconda e terza generazione rappresentano una risorsa fondamentale. Come pensa di coinvolgerli maggiormente nella vita della comunità?
I giovani sono il presente e il futuro delle nostre comunità. Per coinvolgerli occorre parlare il loro linguaggio, offrire opportunità concrete di partecipazione e creare spazi in cui possano esprimere idee, talenti e competenze. Penso a iniziative culturali, formative e professionali, ma anche a progetti innovativi che sfruttino le nuove tecnologie e i social media. Dobbiamo rafforzare il legame con le radici italiane, valorizzando al tempo stesso la loro dimensione internazionale e multiculturale.
Quale messaggio desidera rivolgere agli italiani che vivono a Panama e che talvolta si sentono lontani dalle istituzioni italiane?
Vorrei dire a tutti i nostri connazionali che la loro voce è importante e che nessuno deve sentirsi solo. Il mio impegno sarà quello di lavorare con serietà, disponibilità e spirito di servizio affinché ogni italiano residente a Panama possa sentirsi ascoltato, coinvolto e rappresentato. Invito tutti a partecipare attivamente alla vita della comunità, perché soltanto attraverso il dialogo, la collaborazione e il senso di appartenenza possiamo costruire una presenza italiana sempre più forte, unita e rispettata nel mondo.































