Scuola, si riparte tra le polemiche. Renzi, ‘per noi è priorità’

Se la sindrome da rientro in classe (di cui soffre un bambino su due, secondo una ricerca del Centro Studi Pool Pharma) svanirà nel giro di pochi giorni, non altrettanto faranno le polemiche legate ai provvedimenti del governo sulla scuola, la cosiddetta "Buona Scuola". Con un lungo post su Facebook, il presidente del Consiglio Matteo Renzi saluta così gli oltre otto milioni di studenti per i quali oggi ha preso il via l’anno scolastico: "Tutti i nostri sforzi non sono per una scartoffia burocratica o per un progetto architettonico, ma per i progetti di vita dei nostri ragazzi. È a loro che voglio fare un gigantesco in bocca al lupo. La risorsa più grande dell’Italia, ragazzi, siete voi".

Un post in cui il premier traccia una quadro di quanto fatto dall’esecutivo: "Ci eravamo lasciati con le polemiche sulla Buona Scuola e, se un po’ conosco questo mondo, credo che continueranno ancora" scrive Renzi, toccando i vari temi, dall’edilizia scolastica ("abbiamo stanziato 3,7 miliardi per le scuole, per realizzare un totale di seimila interventi nel prossimo triennio") alle "polemiche sulla carta igienica da portarsi da casa", problema rispetto al quale il premier sottolinea come il fondo per il finanziamento delle scuole sia già operativo e come sia stato raddoppiato da 110 a 223 milioni.

Nodo cruciale, poi, quello delle assunzioni: "Non è questo il momento di fare polemiche su tanti slogan di questi mesi che la realtà ha dimostrato essere falsi" incalza Renzi, ricordando come "il 97% dei docenti ha accettato il ruolo che gli è stato proposto. Migliaia di precari hanno adesso un lavoro stabile. Alla fine della fase di assunzioni ogni scuola avrà in media sette insegnanti in più, meno classi numerose, più attività per integrazione, approfondimenti, sostegno". "Se vogliamo abbandonare lo scontro ideologico e confrontarci sul bene comune – aggiunge il premier -, su ciò che veramente serve alla scuola, siamo felici di farlo. Siamo pronti ad ascoltare, migliorare, confrontarci, cambiare. L’unica cosa che non possiamo accettare è fermarci allo status quo. Per noi la scuola è la priorità, la priorità del Paese. Ci sono più soldi per edilizia scolastica, per il funzionamento degli istituti, per gli insegnanti. Già questa è la più grande novità: sulla scuola si investe e non si taglia". "Buon primo giorno di scuola a tutti! Ragazzi, abbiamo lavorato affinché ne siate i protagonisti. Buon lavoro ai docenti e a tutto il personale" è l’augurio arrivato invece via Twitter dal ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che ha aperto l’anno scolastico ad Isernia e che in un’intervista a Uno Mattina ha sottolineato che gli "insegnanti complessivamente hanno accettato la sfida di una scuola che cambia e che vuole essere al passo dei tempi".

Ma anche oggi, al suono della campanella, non mancano le polemiche: "Nel giorno di riapertura delle scuole, purtroppo il mondo dell’istruzione si trova, anche quest’anno, alle prese con problemi vecchi e nuovi: le troppe scuole che cadono a pezzi restano luoghi non sicuri per studenti e personale, ci saranno ancora decine di migliaia di supplenze, centinaia di istituti sono senza preside e i fondi messi a disposizione per la didattica non sono affatto aumentati. Se a questo si aggiunge la campagna flop di assunzioni della riforma Renzi-Giannini, con sole mille nuove stabilizzazioni al termine delle fase B, il quadro è completo" affermano i parlamentari M5S in commissione Cultura di Camera e Senato. Sulle assunzioni, infine, il sindacato Anief denuncia che "l’algoritmo del Miur ha funzionato male" e che sono stati "immessi in ruolo alle superiori decine di docenti specializzati sul sostegno delle medie". "Anief – si legge in una nota – ha subito inviato una richiesta al Miur perché ponga rimedio all’errore. Altrimenti, per questi docenti si profilerebbe una doppia beffa: non accettando la nomina errata, rischierebbero infatti di essere tagliati fuori pure dalla fase C del piano di assunzioni".