Il governo guidato da Giorgia Meloni rilancia il tema del potere d’acquisto e rivendica gli effetti delle misure economiche introdotte dall’inizio della legislatura. In un approfondimento pubblicato dal Dipartimento per il Programma di governo, l’esecutivo sostiene che gli interventi su fisco, lavoro e sostegno alle famiglie abbiano prodotto benefici concreti soprattutto per i redditi medio-bassi.
Secondo le simulazioni elaborate dal Dipartimento, una mamma lavoratrice potrebbe arrivare ad avere fino a 11.600 euro annui in più rispetto al 2022, sommando tutti i benefici previsti dalle misure adottate dal governo. Per un lavoratore senza figli, invece, il vantaggio economico stimato sarebbe superiore ai 2.400 euro all’anno.
Tra gli interventi messi in evidenza dall’esecutivo figurano il taglio del cuneo fiscale, la riduzione dell’Irpef, la detassazione dei rinnovi contrattuali, dei fringe benefit e dei premi di produttività, oltre all’aumento della soglia dei buoni pasto.
Ampio spazio anche alle misure dedicate a maternità e famiglie, considerate centrali nella strategia del governo: dal bonus mamme lavoratrici agli incentivi per i nuovi nati e gli asili nido, passando per il congedo parentale indennizzato all’80% e il rafforzamento dell’Assegno unico.
Nel documento vengono inoltre valorizzati gli interventi contro il caro energia e il sostegno ai consumi delle famiglie più fragili, come la “Carta dedicata a te”, introdotta per aiutare i nuclei familiari maggiormente colpiti dall’aumento dei prezzi.
L’approfondimento del governo arriva in una fase in cui il tema del costo della vita resta centrale nel dibattito politico ed economico italiano, anche alla luce dell’inflazione degli ultimi anni e della necessità di sostenere salari e natalità.
L’esecutivo punta così a rafforzare la narrativa di una politica economica orientata al sostegno del lavoro, della famiglia e del potere d’acquisto, temi destinati a restare centrali anche nei prossimi mesi.































