Scelta Civica verso la scissione, è l’ora dei gruppi autonomi

Dopo l’addio di Mario Monti, Scelta Civica crolla nei sondaggi. Secondo l’ultimo studio di AnalisiPolitica, pubblicato oggi sul quotidiano “Libero”, diretto da Maurizio Belpietro, dalle elezioni di febbraio Scelta Civica ha ridotto di due terzi il suo peso nei sondaggi. E i principali partiti hanno difficoltà a recuperare quei voti, che ora sono liberi: più della metà dei voti che furono di Monti sono ancora a disposizione. Con chi si schiereranno quegli elettori rimasti ora senza un punto di riferimento? Vedremo.

Intanto l’ex partito del Prof va verso la scissione. E’ arrivato il momento della verita’ e della resa dei conti dentro Scelta civica. Dopo l’abbandono dell’ex premier, ieri e’ stata la volta della vice Maria Paola Merloni, quindi in serata si e’ dibattuto nel corso del direttivo del partito sulla separazione dei gruppi parlamentari: da una parte Sc e l’Udc dall’altra. Questa la cronaca del quotidiano “La Repubblica” sulla travagliata giornata dei centristi.

"In Via Poli – sede che i montiani hanno ereditato da Fli, partito nato e scomparso in pochi mesi – va in scena lo showdown tra le mille galassie che hanno mandato in frantumi il movimento fondato a gennaio dall’ex premier. Rancori e promesse di divorzio che da tempo tormentano Sc sono arrivati al punto di non sopportazione dopo le dimissioni di Monti dalla guida del partito e dal gruppo al Senato, con successivi strascichi al vetriolo tra il presidente della Bocconi e i cattolici Casini e Mario Mauro. Monti ieri non ha fatto nulla per calmare le acque, anzi, a poche ore dal direttivo cruciale per le sorti dei civici ha diffuso una lettera incendiaria contro gli ex compagni di viaggio che ora sognano la nascita di un partito popolare italiano saldandosi agli ‘innovatori’ del Pdl guidati da Angelino Alfano. L’ex premier scrive al reggente Alberto Bombassei e lascia che la lettera venga diffusa pubblicamente per suonare la carica ai suoi. ‘Evolvete, rafforzatevi, unitevi. Ma non lasciatevi ‘superare’. Chi vuole ‘superare’ Scelta civica, svendendola dopo essersene servito, merita una vostra reazione’. Il riferimento e’ a Casini e Mauro che accusa di avere ‘ottenuto il posto in Parlamento o al governo con il nostro simbolo e ora coltivano progetti non coerenti con i nostri valori costitutivi’.

Il probabile divorzio si consumerà in due diverse ‘udienze’. Ieri sera il direttivo, organo imposto a luglio da Monti quando gia’ soffiavano i venti di scissione e che e’ in mano ai suoi fedelissimi. La riunione si e’ protratta nella notte, ma i segnali che arrivavano dall’interno erano negativi, verso la rottura. Cosi’ anche oggi sara’ battaglia, con la riunione dei gruppi parlamentari. E i senatori civici che guardano al Ppe italiano di Casini e Mauro possono fare la differenza. Sono 11 su 19, in grado di fare un proprio gruppo e relegare i montiani al Misto. Alla Camera la maggioranza e’ invece fedele all’ex premier, ma sommando gli Udc di Casini, i cattolici e qualche acquisto esterno i popolari contano di poter metter su una propria formazione (…).

Inizialmente i montiani chiedevano la cacciata di Casini dai gruppi parlamentari comuni e la testa di Mauro. Quindi hanno abbassato il tiro, concentrandoci sulla cacciata dell’Udc: ‘E’ arrivato il momento della separazione’, spiegava ieri Della Vedova. Ma Mauro chiede che i parlamentari dell’Udc non vengano cacciati: ‘Ho sempre insistito per una collocazione nella famiglia popolare europea, non mi sembra opportuno che si vada in quella direzione cacciando un partito che ne fa parte’.

Tra l’altro lo stesso Monti e’ orientato verso il Ppe. Da una parte dunque i fedelissimi di Monti come Della Vedova, Ichino, Lanzillotta e Susta saldati agli ex Italia Futura di Montezemolo, che guardano a Renzi. Dall’altra i cattolici guidati da Mauro e Olivero con la sponda di Casini. In mezzo una serie di mediatori come Bombassei, Gitti e Causin. Tra i due contendenti nessuno vuole dare l’impressione di spaccare. I montiani vogliono zittire i cattolici e sperano in un rientro dell’ex premier nel partito. I cattolici sono pronti a fare gruppi insieme all’Udc, ma tatticamente aspettano che Alfano rompa con i falchi Pdl per poi associarsi. Per questo cercano di frenare il big bang e provano a impossessarsi di Sc per farsi trovare pronti all’appuntamento con Alfano con un partito alle spalle. Ma in caso di rottura sono pronti a fare i gruppi".