Scelta Civica e Udc alla frutta, meglio seppellirli – di Gabriele Polizzi

Negli ultimi giorni si respirava aria di rottura fra Scelta Civica e Udc. Il progetto montiano non è mai decollato davvero, anzi: alle ultime Politiche in Italia il risultato è stato davvero deludente, anche se all’estero la lista Monti ha riscosso grande successo. Ma sono i voti italiani, anche per il loro numero, quelli che comandano, e che hanno tracciato il destino di Monti e dei suoi fin dalle ultime elezioni.

Sembrava che l’Udc fosse a un passo dal divorzio con l’alleato. Lo scorso venerdì invece, dopo l’incontro fra Mario Monti, Pier Ferdinando Casini, Lorenzo Cesa e Andrea Olivero, è stato deciso che i gruppi parlamentari di Scelta Civica non subiranno cambiamenti. Tuttavia, la loro convivenza sarà solo all’interno delle aule parlamentari. Non un divorzio vero e proprio, ma una situazione da “separati in casa”. Scelta Civica è Udc manterranno la “validità attuale e le potenzialità future” del progetto politico, “pur nell’autonomia delle rispettive organizzazioni”. Dopo la riunione è stata anche ribadita la volontà di sostenere il governo Letta, “incoraggiandolo alla massima determinazione in particolare per quanto riguarda le riforme strutturali indispensabili per la crescita e l’occupazione”.

Dunque, un vero e proprio strappo ancora non c’è stato, almeno per ora. Aldo Di Biagio, senatore di Scelta Civica eletto nella ripartizione estera Europa, in una nota commenta: “Scelta Civica e’ nata da una condivisa intuizione, quella di emancipare il dialogo politico e fornire alla societa’ civile un’alternativa nuova che superasse il logorato e infruttuoso bipolarismo, ma le premesse positive si sono velocemente deteriorate trasformando il partito in un teatro in cui personalismi hanno preso il sopravvento”. I progetti più ambiziosi, sottolinea l’eletto all’estero, “hanno una fase di rodaggio complessa che nel nostro caso forse e’ ancora in corso; per questo sarebbe auspicabile recuperare la mission iniziale animata da una maggiore energia politica e capacita’ di costruire insieme una reale prospettiva operativa”, altrimenti “sara’ davvero opportuno cambiare rotta”.

Per Angelo Cera, Udc, è invece “un matrimonio mai nato” quello fra i partiti di Monti e Casini, anche perché “l’elettorato dell’Udc non ha mai condiviso le scelte fatte in campagna elettorale e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti; abbiamo rischiato di scomparire dallo scenario politico anche perchè non si è mai creduto nelle potenzialità del nostro partito ed evidentemente, qualcuno, ha solo pensato di salvare la propria poltrona". Per Cera è impossibile andare d’accordo “con chi ancora non sa da quale parte iniziare”. E poi “all’interno di Scelta Civica troppe anime differenti con vedute diverse non fanno altro che creare ulteriore confusione”.

Insomma, Scelta Civica e Udc non si amano più. Per il partito di Monti qualcuno parla di uno scioglimento in arrivo, mentre altri vorrebbero riesumare l’Udc. Secondo noi, farebbero meglio e seppellire tutti e due i partiti, che appaiono essere già morti da un pezzo.